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N’avimu e salvara

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Parto da una premessa: Il Catanzaro va sostenuto e sorretto con forza ed entusiasmo e la fiducia non deve venire meno. Ma non si può evitare di sottolineare lo sconforto che serpeggia negli animi della tifoseria dopo aver subito tre sconfitte consecutive, a cui si accompagna il timore, in definitiva giustificato, per le sorti della squadra nel campionato in corso.

Certo, siamo soltanto all’inizio, ma le cadute sono arrivate contro avversarie non proprio irresistibili, e per giunta a seguito sempre di errori difensivi assolutamente evitabili. In più, ci sono evidenti lacune strutturali, a cui non si è ovviato, e che preoccupano non poco. I problemi difensivi sono rimasti inalterati e nell’ultima partita contro il Sudtirol si è capito che senza Antonini si va allo sbando, con Candela che non è un braccetto, Imperiale che al momento non assicura solidità al reparto arretrato e Ruggero che fatica da centrale.

Vogliamo aggiungere che Postiglione si può ritenere, fino a questo momento, un acquisto incomprensibile, visto che non riesce a trovare spazio neanche in situazioni di emergenza? Il centrocampo, dalla metà del secondo tempo soffre terribilmente, ancor più quando viene richiamato in panchina Petriccione, costretto per inciso, vista la mancanza di filtro, a fermare anche fallosamente le rapide ripartenze avversarie, con la conseguenza di avere ricevuto tre ammonizioni in tre partite. Iemmello vaga per il campo nel tentativo di illuminare i compagni, ma la verità è che i nuovi innesti, almeno per come sono stati utilizzati fino ad ora, non garantiscono fluidità di gioco e ancor meno il dominio del campo.

Infine, in tutte le circostanze i cambi effettuati hanno sempre abbassato il livello qualitativo dei giallorossi e non hanno mai dato un contributo positivo. E vogliamo anche dire che a Bolzano le sostituzioni non sono state impeccabili e gli ultimi dieci minuti sono stati un calvario? Intendiamoci, nessun processo, ma è indispensabile nello spogliatoio guardarsi negli occhi, dirsi chiaramente come stanno le cose, chiarirsi cosa non funziona e sforzarsi di cercare un assetto adatto alla rosa a disposizione, per cambiare immediatamente rotta.

Con la Carrarese non è ammesso neppure un pareggio; per dare una svolta, ed evitare di cadere nel più totale scoraggiamento è urgente una vittoria, perché, come canta la curva Capraro, prima di tutto n’avimu e salvara. Il tempo delle scommesse e degli esperimenti si chiude qui. Per il sogno della serie A c’è sempre tempo, ma la serie B deve continuare ad essere un obiettivo irrinunciabile. Nessuno ha dimenticato la palude della C e nessuno ha voglia di respirare quell’aria malsana.

CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929

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