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Ottantaquattro minuti di attesa, tre di follia

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Terza giornata di campionato Serie BKT e il Catanzaro è ancora fermo ai box con 0 punti in classifica

Il risultato della terza trasferta consecutiva per i Giallorossi vede premiati, ancora una volta, i padroni di casa, Südtirol – Catanzaro finisce 2 a 0.

Un primo tempo senza grosse emozioni e una gara, a dire il vero, piuttosto noiosa, complice un giro palla accademico da parte dei padroni di casa, che arrivano raramente ad impensierire la porta del Catanzaro. Nella ripresa, come già mostrato nella gara contro il Pisa, il Catanzaro sembra dare la sensazione di poter indirizzare il match dalla propria. Ed è infatti al 65′ che Alesi riceve e lascia partire una conclusione a giro che supera il portiere altoatesino, ma si stampa sulla traversa.

Il Catanzaro sembra poter accompagnare la partita verso un pareggio che, per quanto non esaltante, avrebbe premiato una prestazione ordinata e attenta.

Poi, però, arrivano i gol, tutti nel finale.

All’86’ Rispoli trova Burnete e l’attaccante, dopo essersi accentrato, calcia rasoterra con il mancino battendo Pigliacelli. Il Catanzaro non ha nemmeno il tempo di riorganizzarsi. Tre minuti più tardi il Südtirol colpisce ancora con Mixtur lanciato da Zeroli in profondità, l’attaccante parte sulla sinistra, si accentra e lascia partire un destro sul palo opposto che non lascia scampo a Pigliacelli.

In pochi istanti una partita rimasta in equilibrio per quasi novanta minuti prende una direzione definitiva.

Il triplice fischio consegna al Südtirol tre punti costruiti nel finale e lascia al Catanzaro soprattutto il rimpianto per una gara che sembrava poter essere portata a casa almeno con un punto. Le Aquile tornano da Bolzano a mani vuote, nonostante una prestazione per larghi tratti positiva e una traversa che avrebbe potuto cambiare il destino del pomeriggio.

Analizzando il match sembra esserci qualcosa di paradossale nel Catanzaro visto a Bolzano. Una squadra capace, soprattutto nella ripresa, di dare la sensazione di avere in mano la partita, di muovere il pallone, di occupare il campo e di costringere il Südtirol a rincorrere. Una sensazione già avuta contro il Pisa e che, proprio per questo, comincia a diventare un elemento sul quale vale la pena porsi degli interrogativi.

È come se le Aquile arrivassero davanti alla porta con le mani ancora sporche di farina: impastano, lavorano, modellano, aggiungono ingredienti. Disegnano una torta che, sulla carta, potrebbe essere splendida. Poi, però, quando arriva il momento di metterla in tavola, sembra mancare sempre qualcosa. La fame di finirla. La convinzione di volerla assaggiare per primi. Quella cattiveria agonistica che trasforma una buona costruzione in un risultato.

A questo punto si può dire, ancora una volta, che è una questione di mentalità prima ancora che di piedi. Perché quando una squadra sente di essere superiore deve avere anche la presunzione sportiva di volerlo dimostrare. Non basta arrivare vicino alla soluzione: bisogna volerla completare. Non basta costruire l’azione: bisogna pretendere che quell’azione produca qualcosa.

Altrimenti si verifica ciò che è accaduto al Druso: una partita che sembrava scivolare verso il terreno del Catanzaro finisce improvvisamente dalle parti opposte.

Non si vince perché per ottanta minuti hai dato l’impressione di poterlo fare. Si vince quando, arrivato il momento, hai la forza e la convinzione di conquistare l’obiettivo.

A Bolzano quella torta era quasi pronta.

È mancata soltanto la cosa più importante: mangiarla.

E allora, chissà che alla quarta giornata, davanti al proprio pubblico, il Catanzaro non riesca finalmente a mangiarsela, questa benedetta torta. Una vittoria potrebbe rimettere in equilibrio anche il cammino delle Aquile con quello della passata stagione, restituendo fiducia e sostanza a un percorso che, per ora, ha lasciato più appetito che soddisfazione.

CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929

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Scritto da
Giorgio Cosentini

Appassionato di calcio fin dall'infanzia. Cresciuto sui campi di calcio a 5, segue con entusiasmo il Calcio vivendo con particolare trasporto le vicende dell'US Catanzaro 1929.

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