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Buona la prima?

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Buona la prima se la partita fosse finita al 70° minuto; purtroppo si sono dovuti giocare altri venti minuti, in cui sono emersi problemi di tenuta fisica e limiti strutturali, con l’effetto di subire una bruciante sconfitta dopo essere stati in vantaggio per due volte. Palesi sono stati gli errori sulle due reti subite da calcio d’angolo, per non dire che tutto il reparto arretrato si è squagliato sull’ultima segnatura vicentina, con la complicità finale di Verrengia e Pigliacelli.

Non c’è da preoccuparsi, perché siamo alla prima giornata di campionato, ma bisogna tener presente quanto fin qui capitato, con cinque goal al passivo, quattro dei quali con precise responsabilità dei difensori. Sudtirol e Vicenza non sono delle corazzate e onestamente, per il gioco espresso dalla compagine giallorossa, la vittoria ci poteva stare in entrambe le circostanze. La differenza è stata fatta dai cambi, che non hanno inciso più di tanto in casa Catanzaro e si sono dimostrati essenziali per gli avversari.

Certo non è facile ogni anno ripartire da zero, e con un allenatore sempre nuovo, ma lo spirito di squadra si è visto subito e il valore degli innesti è risultato evidente. Il problema è sempre lo stesso: un campionato che inizia ad agosto con il mercato ancora aperto e le squadre che si presentano al via incomplete, con una forma fisica approssimativa e sistemi di gioco da collaudare sul campo.

A Vicenza, in fondo, il Catanzaro si è presentato in campo con due calciatori che l’anno scorso non erano titolari e per giunta hanno giocato poco, e non si può pensare di affrontare un torneo lungo, difficile e complicato come quello di serie B in questo modo. Si fa di necessità virtù, ma sarebbe molto meglio tornare all’organizzazione del passato e magari usare la logica piuttosto che sottostare agli interessi di non si sa chi.

Comunque, a dimostrazione del fatto che non bisogna avere alcun timore per la prima sconfitta delle aquile, basti pensare agli esiti eclatanti delle partite delle neoretrocesse, dotate di un organico di tutto rispetto e di categoria superiore, che sono incorse in tre sconfitte, due casalinghe, di Pisa e Verona, contro due neopromosse, Padova e Ascoli, e una esterna della Cremonese contro l’Empoli. Per non dimenticare la vittoria striminzita dello squadrone Palermo contro la Juve Stabia e la sconfitta interna dell’Avellino contro l’altra neopromossa Arezzo.

E allora, affidiamoci agli ultimi arrivi in maglia giallorossa, alla lungimiranza della società per il completamento della rosa e al solito ineguagliabile entusiasmo di una tifoseria appassionata.

Senza alcun turbamento e senza premature invettive critiche. Perché il Catanzaro si ama e si deve amare. Tutto il resto non conta.

CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929

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