Nessun dramma e continuiamo a divertirci

Una cocente delusione si è abbattuta sul mio capo e su quello degli altri tifosi giallorossi sprofondati sul divano di casa mia davanti alle immagini provenienti dalla laguna veneta. Dire che non ci siamo rimasti male sarebbe un’enorme falsità. E dire che non abbia fatto qualche considerazione critica sull’assetto della squadra e sulle balordaggini difensive sarebbe altrettanto falso. Per questo è sempre necessario, come ammoniva Virginia Woolf, fare scendere la polvere sugli eventi della vita per poterli analizzare in maniera equilibrata. E infatti, a distanza di qualche giorno la prospettiva appare differente, niente affatto drammatica e del tutto corrispondente ai sentimenti che mi, e ci, hanno accompagnato dall’inizio del campionato. Non tutto è perfetto, perché subire diciotto reti significa che il filtro di centrocampo e l’impianto difensivo non funzionano al meglio, soprattutto perché le reti arrivano sempre dallo stesso lato e allo stesso modo, con i difensori centrali proiettati sulla linea di centrocampo e praterie che si aprono per gli avversari con tagli a partire dalla solita fascia destra. Non tutto è perfetto perché quasi in ogni partita si parte in svantaggio a causa di un rigore. E non tutto è perfetto perché non si riesce a vincere un contrasto aereo e si subisce sistematicamente la fisicità degli avversari. Al netto di tutto ciò rimane, però, l’orgoglio per le prestazioni dei nostri valorosi condottieri, che non hanno mai demeritato, hanno sempre giocato a viso aperto e hanno continuamente dimostrato di poter vincere contro chiunque. Le ultime tre sconfitte potevano benissimo trasformarsi in due pareggi e una vittoria e nessuno avrebbe rubato nulla, ma in tutte le circostanze anche la fortuna si è voltata dall’altra parte e ha negato ad Ambrosino la rete della vittoria e a Brignola quella del pareggio. Ma questo è il calcio, anzi questo è il bello del calcio. Noi possiamo continuare a godere delle giocate di Ghion, delle aperture di Pompetti, delle invenzioni di Vandeputte, della classe sopraffina di Iemmello, perché una sola cosa è sicura, che questo Catanzaro proseguirà sulla sua strada sfavillante, ritroverà la vena realizzativa, e artistica, dei suoi cannonieri e risalirà ancora più in alto. Le sconfitte subite sono arrivate con il minimo scarto e giocando alla pari: non si tratta di una compagine tra le tante della cadetteria, ma di una delle migliori e sarà in grado di dimostrare tutto il suo valore. Il cinema ha momentaneamente chiuso i battenti per alcuni lavori di ristrutturazione, ma fra un paio di settimane riaprirà per proiettare film di avventura, di azione e di fantascienza ancora più entusiasmanti. Per un pubblico che andrà di nuovo in delirio, perché i lupi della Sila saranno stati ghermiti dai rostri delle aquile giallorosse. 

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