Confesso di avere guardato la partita di Coppa Italia contro il Sudtirol con particolare apprensione, soprattutto perché ho creduto fideisticamente, e non razionalmente, nell’operato della società, e ho temuto di potermi essere sbagliato. Non tanto per la partenza di Aquilani, ma per il lento e costante smembramento dell’intelaiatura della compagine dello scorso anno: Liberali, quindi Brighenti, poi Pontisso, e ancora Pompetti, Favasuli e le ultime voci su Pittarello. Un fuga collettiva, che sembrava preludere ad un disastro annunciato; nonostante tutto, ho sempre pensato che il presidente Noto e il direttore sportivo Polito avessero le idee chiare, anche perché non hanno mai manifestato alcuna preoccupazione e sembravano avere pianificato con precisione il mercato estivo. Però, le risposte ad ogni dubbio sarebbero arrivate dal campo: da qui l’importanza del primo impegno della stagione.
Ed ecco svanita ogni preoccupazione davanti alla prestazione del Catanzaro di Gorgone alla prima partita ufficiale della stagione. Si è vista, infatti, una squadra dominare in lungo e in largo, tenere le redini del gioco, pressare in modo feroce, recuperare palloni in quantità e arrivare alla conclusione in tante circostanze. Sembrava avere ripreso dove si era lasciato, con Pafundi brillante sostituto di Liberali, Iemmello in grande spolvero, con i suoi abituali lampi di classe, Petriccione preciso ed efficace come sempre, coadiuvato da Alesi, ed una difesa piuttosto solida.
Eppure, qualcosa ancora manca, come hanno dimostrato gli ultimi dieci minuti della gara, in cui, anche per una serie di problemi muscolari di alcuni calciatori e lo stravolgimento della formazione, il centrocampo ha iniziato a soffrire e la difesa ha consentito, per un vistoso errore, il pareggio del Sudtirol. Mosti e Dorval hanno bisogno di integrarsi, ma nella fascia mediana del campo c’è bisogno di un altro rinforzo di qualità e nel reparto difensivo occorre valutare un ulteriore intervento sul mercato per completare la rosa. L’acquisto di un attaccante è un discorso a parte, che sarà sicuramente definito in tempi rapidi.
Di una cosa, però, si può essere certi: anche quest’anno ci sarà da divertirsi e i nuovi giallorossi non faranno rimpiangere quelli che hanno deliziato il Ceravolo negli ultimi quattro anni. Questo campionato sarà forse più complicato, per i problemi logistici dovuti ai lavori dello stadio, e per i consistenti cambiamenti nell’assetto della squadra, oltre che all’ormai usuale avvicendamento dell’allenatore. Rimane, però, il valore aggiunto della tifoseria e dell’ambiente, che continueranno a sostenere sempre e comunque le aquile e saranno ancora una volta un modello per il calcio italiano di questi tempi, che dovrebbe soltanto fare tesoro dell’entusiasmo, della passione e dell’equilibrata oculatezza con cui la città dei tre colli vive l’esperienza calcistica.
CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929