3 punti in 5 giornate non erano sicuramente il bottino che i tifosi del Catanzaro si aspettavano di raccogliere in questo avvio di stagione.
I giallorossi, che appena pochi mesi fa hanno sfiorato la promozione in Serie A, hanno quasi totalmente rivoluzionato l’organico e questo può aver certamente inciso sul difficile inizio di campionato. Ma i fattori da considerare sono anche altri.
La squadra allenata da Gorgone si conferma, infatti, tra quelle che in Serie B fanno maggiormente affidamento sul possesso palla. Il Catanzaro mantiene il pallone per il 57,9% del tempo e completa in media 428,8 passaggi a partita, secondo miglior dato del campionato. Numeri che raccontano una squadra capace di gestire il pallone e costruire la propria manovra, ma che non sempre riesce a trasformare questo predominio in occasioni concrete.
Sono infatti appena 3,6 i tiri in porta prodotti mediamente a partita, mentre i giallorossi hanno totalizzato 128 tocchi nell’area avversaria. Anche il dato dei cross riusciti, 3,8 a gara, è tra i più bassi della categoria. Il risultato è una produzione offensiva che, almeno in termini realizzativi, non sta rispettando quanto mostrato attraverso il possesso: appena 5 gol segnati nelle prime cinque giornate.
Eppure, guardando agli expected goals, il quadro è leggermente diverso. Il Catanzaro ha prodotto 7,5 xG, settimo dato della Serie B. Il problema, quindi, non sembra essere esclusivamente la capacità di creare occasioni, quanto piuttosto quella di trasformarle in gol. Un dato lo conferma più di altri: sono 11 le grandi occasioni create, ma ben 9 quelle fallite.
Se davanti c’è dunque qualche difficoltà di concretezza, è soprattutto la fase difensiva a rappresentare il campanello d’allarme più evidente.
Sono 9 i gol subiti dal Catanzaro nelle prime cinque giornate e, soprattutto, 8,2 gli xG concessi agli avversari: il dato più alto del campionato. Un numero che suggerisce come le difficoltà non siano legate soltanto alla capacità degli avversari di capitalizzare le proprie occasioni, ma anche alla qualità delle opportunità concesse.
Anche alcuni dati difensivi confermano questa tendenza. Il Catanzaro è tra le ultime squadre della Serie B per intercetti, con una media di 7 a partita, e per contrasti, 13,2. Ancora più significativo è il dato relativo alle situazioni di palla inattiva: 4 dei 9 gol incassati sono arrivati proprio da queste situazioni.
Il quadro che emerge, quindi, è quello di una squadra che riesce a gestire il pallone, ma che per il momento fatica a trasformare il possesso in gol e, soprattutto, a limitare la produzione offensiva degli avversari.
Ed è forse proprio questo il punto sul quale Gorgone dovrà lavorare maggiormente durante la lunga sosta dedicata alle nazionali. I numeri non raccontano una squadra incapace di costruire gioco: al contrario, il Catanzaro è secondo per passaggi riusciti e settimo per xG prodotti. Ma raccontano una squadra che deve diventare più efficace negli ultimi metri e più solida nella propria metà campo.
Il tempo per correggere gli errori non manca, ma la classifica impone di non sottovalutare i segnali arrivati dalle prime cinque giornate. Dopo la vittoria contro la Carrarese, infatti, è arrivata la quarta sconfitta stagionale, quella contro la Sampdoria, che ha lasciato il Catanzaro fermo a quota 3 punti.
Gorgone avrà dunque il compito di trovare il giusto equilibrio tra le proprie idee di gioco e le caratteristiche di una squadra profondamente rinnovata durante l’estate.
E allora torna la domanda da cui tutto è partito: ha forse ragione Gorgone? I numeri sembrano dire che il problema del Catanzaro non sia tanto la volontà di giocare e costruire, quanto la capacità di trasformare questa idea in concretezza e solidità. Sarà compito del tecnico giallorosso trovare la rotta giusta per farlo.