Che spettacolo!

Gianni Brera sosteneva che la partita perfetta era quella che terminava con il punteggio di 0 a 0, e forse aveva ragione perché evidenziava la sapienza tattica degli allenatori e la bravura ed accortezza delle formazioni impegnate. Ma il calcio è oltre che un gioco anche uno spettacolo ed una partita a reti inviolate può certamente appassionare i tecnici, ma sicuramente delude gli spettatori, che si esaltano soprattutto per le reti messe a segno, per il bel gioco espresso sul campo e per le emozioni prodotte. E la partita tra Catanzaro e Lecco ha offerto tutto questo, in una serata fredda e intensa per sentimenti contrastanti e sensazioni irripetibili: la gioia per il vantaggio, la rabbia per la rimonta subita, l’elettricità per il recupero e il nuovo vantaggio, la delusione per il pareggio e l’esplosione di entusiasmo per la vittoria finale. Il gelo che ha attanagliato le ossa dei tifosi temerari per tutta la partita si è trasformato, così, nel calore della passione e dell’amore per i colori del cuore.

Che spettacolo! E che turbinio di emozioni! Non ricordo niente di simile al Ceravolo, ed è bello quanto vissuto perché si è concluso positivamente per i giallorossi. Ed è giusto così, poiché il Catanzaro ha affrontato la serie B a testa alta, senza timori e nella convinzione che l’identità acquisita grazie agli insegnamenti di Vivarini avrebbe pagato, nonostante i dubbi, le sconfitte immeritate e le cadute ingenue.

Diverse indicazioni arrivano dalla prestazione contro il Lecco. Innanzitutto che la squadra dei tre colli ha un carattere indomabile, non si abbatte dinanzi ad alcuna difficoltà e riesce sempre a trovare le motivazioni per ribaltare qualsiasi avversità. Inoltre, che ha dentro di sé gli elementi morali per affrontare gli imprevisti e le contrarietà che discendono dall’inesperienza e dalle sfortune. Ancora, che ha la piena consapevolezza dei momenti topici di una stagione, con l’effetto di essere sempre in grado di raggiungere l’obiettivo quando la situazione diventa delicata: è accaduto dopo la disfatta casalinga contro il Parma vincendo a Genova con la Sampdoria, dopo le tre sconfitte consecutive con la vittoria nel derby con il Cosenza ed ora dopo altre tre sconfitte con la mirabolante vittoria con il Lecco. Infine, che c’è un gruppo unito e compatto, in cui tutti si aiutano e lottano insieme, per se stessi, per la società e per il magnifico pubblico che li sostiene e sorregge senza tregua.

Qualche rilievo critico è d’obbligo, che, va sottolineato, Vivarini ha puntualmente ribadito. Il reparto difensivo è un problema. Le chiusure sulle fasce, venerdì soprattutto su quella destra, ma di norma anche su quella sinistra, sono spesso insufficienti, per mancanza di aggressività o di attenzione. I cross in area sono un pericolo costante, tanto è vero che i gol arrivati su colpi di testa degli attaccanti avversari ormai non si contano più (tre delle ultime quattro reti subite hanno queste caratteristiche). Con squadre attrezzate, come sono tutte quelle della serie cadetta, non si può fare affidamento sulla capacità realizzativa per colmare le lacune di una difesa ballerina, né si può pensare di dover costruire infinite occasioni da rete per ovviare alle défaillances della retroguardia, che subisce quasi ad ogni azione avversaria. Questo significa che è assolutamente necessario intervenire sul mercato per risolvere un problema diventato ormai spinoso, sebbene, ed è questa una nota lieta, Krastev ha mandato qualche buon segnale di affidabilità nella posizione di centrale. 

Questi discorsi troveranno una soluzione nell’immediato futuro. Per il momento godiamoci questa vittoria, che dà morale e carica ad una compagine che è competitiva e aveva assoluto bisogno di conferme. Per fortuna è rientrato Iemmello, Sounas ha alzato il suo livello, Biasci ha dimostrato di non essere solamente generoso, ma di avere capacità di goleador, e Verna continua a correre per due, proponendosi in fase offensiva e chiudendo i varchi in mezzo al campo. Continueremo sicuramente a divertirci e con la dovuta leggerezza chissà dove saremo in grado di arrivare. Perché il girone di ritorno andrà meglio di quello d’andata. L’importante è crederci e non demordere mai: e i giallorossi, tutti, e i loro tifosi ci credono, sorridono e da venerdì si sono accomodati sulle nuvole. 

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