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Abbiamo visto di peggio

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Tre partite, tre sconfitte. E c’è già chi si arrovella a preparare elaborati necrologi. Sono bastati 270 minuti per tirare fuori il completo a lutto, accendere ceri e indicare nella salvezza l’unico obiettivo possibile.

Duecentosettanta minuti, tanto per fare un paragone, corrispondono più o meno a quattro puntate e mezzo di una serie tv. Appena sufficienti per cominciare a lamentarsi della sceneggiatura, ma indubbiamente troppo pochi per essere sicuri di aver già intuito il finale.

Siamo a settembre. Non ad aprile, magari affannati a recuperare sette punti sulla quartultima.

Che ci sia qualcosa da migliorare è evidente, per non dire scontato. Far finta di niente non è saggio, ma trasformare tre sconfitte in una profezia sul resto del campionato equivale a buttare giù dal balcone la PlayStation perché non si è vinta la Champions dopo le prime due ore di gioco.

Il problema è che, a dar retta a certi pronostici, converrebbe arrendersi prima ancora di scoprire come va a finire.

E volendo scomodare l’Odissea, è un po’ come se Ulisse, all’indomani della conquista di Troia, pensando al viaggio verso Itaca avesse detto: «Va bene ragazzi, il meteo non promette niente di buono. Restiamocene qui, tanto il mare è bello, il clima è mite e che a casa imparino ad arrangiarsi».

Anche noi, nel nostro piccolo, di traversate complicate ne abbiamo a bizzeffe da ricordare. Abbiamo visto di peggio, appunto. E chi segue il Catanzaro da abbastanza tempo conserva il proprio campionario di domeniche da dimenticare, trasferte amare e classifiche che sarebbe stato meglio leggere a testa in giù.

Questo non rende meno fastidiose le sconfitte di oggi. Dovrebbe però averci insegnato a distinguere una partenza sbagliata da una stagione compromessa. E magari a ricordare che, se siamo ancora qui, è anche perché più di una domenica ci ha restituito quello che altre sembravano averci ingiustamente tolto.

Le difficoltà diventano davvero insormontabili quando siamo noi i primi a convincerci che lo siano. Tre sconfitte fanno storcere il naso guardando la classifica, ma non bastano a scrivere in anticipo le prossime trentacinque giornate.

Nel calcio non esistono garanzie. Contro la Carrarese potrà andar bene come potrà andar male.

Ma c’è una cosa che abbiamo sicuramente il potere di decidere: se vivere le prossime partite nell’angoscia di trovare conferma alle nostre paure oppure nell’attesa della prima occasione che possa smentirle.

Fa differenza. E il completo a lutto, per il momento, lasciamolo a prendere polvere nell’armadio.

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