C’è un filo sottile che lega il profumo dell’erba di provincia ai sogni di un Allenatore con la A maiuscola. Quel profumo, caratterizzato dalla fatica, abbinato a concetti urlati a bordo campo e ai pomeriggi passati a correggere uno schema, oggi ha il sapore di un traguardo straordinario.
Massimo Costantino, per tutti “l’Imperatore”, ha toccato quota cinquecento panchine tra i professionisti, passando dai polverosi campi di periferia al talento puro delle nuove leve. Il palcoscenico scelto dal destino per celebrare questo monumento di dedizione è stato lo stadio “Curto”. Una domenica, quella dello scorso 4 ottobre, da incorniciare per la Primavera del Catanzaro, travolta da un entusiasmo contagioso e capace di schiantare il Frosinone con un perentorio e inequivocabile sei a zero.
Non poteva esserci battesimo migliore per blindare un primato che profuma già di nobiltà in un campionato insidioso come quello di Primavera 2, dove i giovani aquilotti volano alti, trascinati dal carisma di un tecnico che del campo conosce ogni segreto, ogni sussulto emotivo (e non solo). Riavvolgere il nastro di questa storia significa attraversare l’anima autentica del pallone italiano. Dalle battaglie incredibili nei campionati regionali e in Eccellenza fino al calore della Serie D e della vecchia Lega Pro, Costantino non ha mai fatto sconti alla propria passione.
Ogni panchina è stata un capitolo di un romanzo scritto con l’inchiostro indelebile della gavetta, quella che non regala nulla, quella che insegna tutto, quella che fa capire il significato della parola sacrificio. Oggi, l’Imperatore siede su una panchina che, di fatto, “comanda” il settore giovanile giallorosso, con lo spirito che non è cambiato. È lo stesso condottiero di sempre, capace di trasformare un gruppo di ragazzi in una squadra vera, unendo la disciplina tattica a quella voglia di non mollare mai. Vedere i giovani talenti correre, lottare e divertirsi sotto lo sguardo fiero del loro mister è il ritratto più bello di un amore senza fine. Cinquecento volte grazie, mister: la storia continua, il Catanzaro sa di avere al timone un pezzo del proprio cuore e chissà che un giorno non possa sedere sulla panchina dei “grandi”.
CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929
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