L’altro pagellone: Cosenza

Di Fausto Scerbo

FULIGNATI: Calò gli fa sporcare i guantoni permettendogli un intervento plastico. Fortunato in occasione del palo colpito di testa da Tutino in seguito ad una incertezza in uscita. Per il resto impeccabile con i piedi e a dar sicurezza alla squadra. SARACINESCA.

SCOGNAMILLO: Un leone in gabbia liberato la domenica. Divora gli avversari che gli ruotano attorno, li annienta mentalmente e fisicamente. Si permette a fine gara anche una uscita alla Cannavaro ai mondiali del 2006. La medicazione al naso ed il viso sporco di sangue lo rendono ancora più SPARTANO.

BRIGHENTI: Oltre 200 gare in serie B e non sentirle. Forte e Tutino sono avversari scomodi ma lui li porta a lezione di difesa. Un urlo alla Chiellini dopo la chiusura su Canotto è la ciliegina sulla torta di una partita eccellente. MINISTRO DELLA DIFESA.

VEROLI: Si dimostra di incredibile affidabilità. Non si propone se non molto di rado, rimane vicino alla coppia di centrali per evitare le scorribande degli esterni cosentini. Unico errore quando viene tagliato fuori da un filtrante per Canotto ma è protetto da un super Brighenti. GIOVANE DI BELLE SPERANZE.

KATSERIS: Spinge sulla fascia dal primo minuto e appena ha spazio pennella un cross perfetto per Iemmello che deve solo spingere la palla in porta. Moto perpetuo fino al 94esimo, quando prova una insidiosa conclusione da fuori area. Solido anche in fase difensiva. FRECCIAROSSA.

VANDEPUTTE: Il Cosenza, impaurito dalle sue giocate, gli costruisce intorno una gabbia. Lui ne soffre un po’ e si accende a sprazzi. In ogni caso ogni qual volta la sfera gravita dalle sue parti c’è l’impressione che possa accadere qualcosa di interessante e questo dà la dimensione del giocatore che è. SOTTOTONO.

POMPETTI: Il posto di Verna come titolare del centrocampo sembrava assegnato ed invece il ragazzo scuola Inter dimostra di poter essere un centrocampista totale. Recupera un’infinità di palloni, detta i tempi di gioco e con i suoi lanci lunghi e cross tiene in costante apprensione la difesa avversaria. CLASSE.

GHION: Il Cosenza, dopo il gol subito prova a reagire ed attacca con insistenza. Il principino si piazza davanti la difesa e fa da schermo in modo egregio. Subisce tanti falli con la palla tra i piedi e questo gli permette raramente di impostare l’azione nelle ripartenze per come sa. TUTTOFARE.

SOUNAS: Da esterno adattato tende ad accentrarsi e cercare spazio tra le linee. Mette in difficoltà, così, la difesa avversaria. Da un suo accentramento nasce lo spazio per l’inserimento di Katseris in occasione del gol di Iemmello. INTELLIGENTE.

BIASCI: Torna titolare, perché, in fondo, la coppia collaudata è quella tra lui e Iemmello. Nella partita più importante timbra il cartellino e mette in sicurezza una partita che poteva risultare più ostica. Enorme rivalsa nei confronti di chi pensava non fosse all’altezza della serie B. PERICOLO COSTANTE.

IEMMELLO: Gol e assist nella partita più importante al Ceravolo. Per il Catanzarese, capitano e bomber del Catanzaro è una giornata da incorniciare. Per i tifosi è la consacrazione di un campione tornato a Catanzaro per fare grande la sua città. SIMBOLO.

AMBROSINO: Subentra al 72esimo per provare a tenere il pallone e far salire la squadra. Ci riesce raramente. Ci mette in ogni caso tutto l’impegno possibile e per questo la prestazione rimane positiva. VOLENTEROSO.

STOPPA, OLIVERI, BRIGNOLA, PONTISSO: Entrano con meno di quindici minuti da giocare. Essendo giocatori offensivi hanno poche possibilità di mettersi in mostra visto che i Giallorossi sono costretti a difendere il risultato contro un arrembante Cosenza. Partecipano, comunque, attivamente a blindare la porta ed a respingere gli assalti Rossoblu. UNITI PER LA CAUSA.

VIVARINI: Dopo tre sconfitte consecutive serviva la vittoria. Il derby in casa non si può che vincere ed il mister mette in campo la formazione probabilmente più affidabile. La prestazione in sé non è tra le migliori, ma la solidità difensiva e la pragmaticità sono di quelle mai viste quest’anno. Bisogna salvarsi, è vero, ma i passi falsi di Palermo e Modena ci permettono anche di dare una sbirciata alle zone alte della classifica. CAMALEONTICO.

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