Pietro Iemmello nasce a Catanzaro, cresce lontano, gira l’Italia con la valigia del talento e la cicatrice del carattere. Foggia, Sassuolo, Benevento, Perugia, Spezia. Anni di promesse mantenute a metà, di occasioni sfiorate, di un ginocchio che cede proprio quando tutto stava per arrivare. “Quello è un grande rimpianto”, dirà dopo. Ma Catanzaro aspettava: paziente, silenziosa, fedele come solo le città che ti hanno visto nascere sanno essere.
Gennaio 2022. Torna a casa fermo da otto mesi, con la squadra in difficoltà e la città che lo abbraccia senza chiedere niente in cambio. Lui ripaga quell’amore nel solo modo che conosce: con i gol. Prima la promozione dalla Serie C, trascinata con 28 reti e 96 punti, una stagione che Catanzaro non dimenticherà. Poi la Serie B, poi ancora i gol, ancora la fascia da capitano stretta al braccio come se fosse sempre stata lì.
Oggi i giallorossi volano. Nelle ultime otto giornate avrebbero la vetta della classifica tutta per sé: sei vittorie, due pareggi, una solidità costruita con pazienza e identità. E lui è ancora lì, con 9 gol (senza rigori), a guidare il Catanzaro nel suo sogno.
Lo chiamano Re Pietro. Lui si schermisce, sorride. “Palanca è stato un mito. io voglio restare Pietro Iemmello.”
Come se non capisse che, per Catanzaro, sono già la stessa cosa.
CREDIT: ROMANZO CALCISTICO
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