Andiamo in stampa senza conoscere, per ragioni tipografiche, il risultato del turno infrasettimanale contro il Benevento, ma con la certezza di Mignani come nuovo allenatore, dopo l’esonero di Gorgone, al termine della sconfitta casalinga, con punteggio tennistico, con l’Ascoli. Un incubo, quello di sabato, per i tifosi, una vergogna per gli interpreti in campo e in panchina, una scellerata caduta per società e dirigenti. Se dovessimo dare un titolo al film delle vicende del Catanzaro dopo essere stato a un passo dalla Serie A, potrebbe essere Come farsi male da soli e fare finta di niente.
Perché, diciamoci la verità, è stato un autentico suicidio pensare di smantellare completamente la squadra vincente, sostituire i partenti con quattro ragazzi provenienti dalla Serie D e i soliti over da tempo ai margini delle compagini di provenienza e, per non farsi mancare niente, affidarsi ad un allenatore perdente e senza esperienza e fare un campionato tranquillo di serie B.
E queste non sono opinioni soggettive o sfoghi di un tifoso deluso, ma dati oggettivi provenienti dal campo, assolutamente impietosi: come si vogliono leggere, infatti, 6 sconfitte, 1 vittoria stentata e 1 pareggio fortunato, 20 reti subite e la peggiore differenza reti della cadetteria, che significa ultimo posto in classifica in solitario con 4 miseri punti! Ma non bastano le scelte sbagliate iniziali, perché a queste si è aggiunta la cronaca di una morte annunciata, per usare il titolo di un bel romanzo di Garcia Marquez.
Di fronte al disastro indiscusso delle prime cinque giornate, ecco la decisione di non decidere per un cambio tecnico, con la conseguenza di non sfruttare a pieno le tre settimane di sosta e inanellare due sconfitte casalinghe sanguinose, che hanno ferito nell’orgoglio tutti i catanzaresi, e non solamente i tifosi. Ci voleva tanto ad ammettere di avere sbagliato tutto! Venire a Catanzaro ora è un grande atto di coraggio, ma accogliere una sfida del genere in una piazza esigente e con il morale a terra può essere inebriante, perché significa insieme essere passionali e scoprirsi creativi.
In questo momento salvarsi sembra una missione impossibile, ma proprio per questo il popolo giallorosso è chiamato a stringersi in un unico abbraccio per trasformare l’irrealizzabile in reale. E ritrovare onore e dignità.
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