“Tu come stai?” cantava Claudio Baglioni quasi cinquant’anni fa.
Già, viene da chiederselo davvero stasera: Catanzaro, tu come stai? Ma soprattutto, chi sei stasera? Dov’è finita quell’anima guerriera, quel cuore grande che faceva tremare chiunque calpestasse il prato del Militare? Eppure la gara si era persino accesa sotto la stella della speranza al 18′, quando Koffi aveva fatto esplodere il Ceravolo — o quello che ne resta — portando le Aquile in vantaggio. Una scintilla di gioia che, però, si è spenta troppo in fretta, travolta da un uragano bianconero devastante: la doppietta di Gori e i sigilli di Acampora, Gattoni, Corradini e Milanese hanno trasformato quella che poteva e doveva essere la celebrazione di una rinascita in un incubo lungo novanta minuti più recupero. Un 1-6 definitivo che lascia storditi e senza parole.
Perché, a guardar bene, oltre all’ovvio dolore per il risultato, la sconfitta porta con sé un peso statistico drammatico che entra di diritto nelle pagine più nere del club: il passivo subito contro l’Ascoli rappresenta infatti in assoluto la peggiore sconfitta casalinga della storia dei giallorossi tra tutte le competizioni, oltre a regalare agli ospiti il loro record di reti realizzate in un singolo incontro di Serie B. Un crollo così verticale che ha spinto la dirigenza all’immediata decisione di sollevare dall’incarico il tecnico Giorgio Gorgone subito dopo il triplice fischio.
Che poi, a dirla tutta, è davvero Gorgone il vero (ma soprattutto unico) colpevole?
Forse sì, forse no: solo il tempo ci darà le risposte, e possiamo solo augurarci che non siano troppo amare.
CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929
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