Il Padova, passato a gennaio nelle mani dell’imprenditore Alessandro Banzato dopo la lunga era Oughourlian, ha programmato un campionato ambizioso, sostenuto da oltre seimila abbonati e dalla nuova Curva Sud dell’Euganeo.
In panchina siede un uomo che ha fatto tanto per i colori giallorossi, Antonio Calabro. Salentino di Galatina, cresciuto nel vivaio della Lazio, ha iniziato la carriera da tecnico in Eccellenza con la Virtus Francavilla, conquistando due promozioni consecutive fino alla Serie C. Sono seguite le esperienze a Carpi in B e a Viterbo. Nel 2020 alla guida delle Aquile chiude secondo nel girone C, gettando le basi per quella che sarà poi la marcia trionfale che porterà il Catanzaro in Serie B. Successivamente il ritorno a Francavilla, e il capolavoro di Carrara con la promozione in B e la salvezza, risultati che gli valgono la chiamata del D.S. Mirabelli.
Lo scorso campionato al Ceravolo i veneti si sono imposti di misura con un gol di Perrotta. All’Euganeo il Catanzaro ha invece sfatato un tabù lungo novantadue anni, vincendo 3-1 trascinato dalla doppietta di Iemmello. In casa, però, i giallorossi non battono il Padova dal 3-0 del 1988, firmato da una tripletta di Antonio Soda.
Calabro, che si ispira dichiaratamente a Gasperini e Conte, schiera un 3 5 2 che diventa 3 3 4 in possesso con l’alzata dei quinti. Nei momenti di sofferenza si chiude in un 5 3 2, ma la tendenza ad abbassarsi dopo il vantaggio è già costata punti pesanti. Restano un’arma i calci piazzati.
Tra i pali c’è Sorrentino, protagonista assoluto di diverse vittorie di misura contro Avellino, Ascoli e Pisa. Il terzetto difensivo ruota attorno al capitano Matteo Lovato, tornato a casa dopo anni di Serie A, con il mancino Dellavalle, in prestito dal Torino, e Pastina, pericolosissimo sulle palle inattive. Sulle fasce spingono l’esperto Carissoni, arrivato dalla Juve Stabia, e il 2007 Cocchi, scuola Inter, conteso in estate proprio dal Catanzaro: gamba e cross di qualità. In mezzo Zuelli, fedelissimo del tecnico fin da Carrara, garantisce equilibrio, mentre Fusi ha nell’inserimento la sua specialità. Per il terzo posto è ballottaggio tra il giovane Giunti e l’ex di turno Marco Pompetti, per tre stagioni in giallorosso: vedremo che accoglienza gli riserverà il pubblico di casa. Davanti c’è Gabriele Artistico, investimento più oneroso dell’estate, prelevato dalla Lazio. Lo affianca Luca Moro, figlio della provincia padovana, o la velocità di Seghetti. Pesano le assenze di Lasagna, Caprari e Zanimacchia, salvo recuperi. Dalla panchina possono incidere Galazzi, già decisivo a partita in corso, Capelli e Bortolussi, capocannoniere della scorsa stagione.
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