L’episodio di Benevento in occasione del penalty concesso ai sanniti e il fallo evidente nel match con il Padova penalizzano i giallorossi. Nel calcio due indizi non fanno una prova ma suscitano critiche più che legittime
Gli ultimi 180’ hanno certificato, nostro malgrado, quelli comunemente definite “sviste arbitrali” ma che hanno i crismi di veri e propri torti subiti.
E’ risaputo che nel calcio due indizi non possono rappresentare una prova ma di certo fanno molto discutere e irritare chi questi torti, tali o presunti, li subisce.
Con l’avvento della tecnologia e con il suo uso spesso “inappropriato” non si può non criticare il regolamento che viene adottato che definire discutibile sarebbe riduttivo.
Se poi, anche con il regolamento alla mano, la tecnologia non viene utilizzata in modo adeguato allora le critiche si trasformano in irritazioni vere e proprie.
La spinta non rilevata su Candela a Benevento nell’azione conclusa con la concessione del penalty per i campani e lil fallo evidente – anche in questo caso una spinta – non ravvisata ai danni di Iemmello lanciato a rete nell gara con il Padova sono due episodi che se non fanno gridare allo scandalo poco ci manca.
E’ opinione generale di addetti ai lavori ed ex arbitri, oltre alla testimonianza delle immagini visionate da varie angolazioni, che i due falli non ravvisati dovevano essere puniti.
A subire i due torti è guarda caso il Catanzaro e che, vuoi per incompetenza dell’arbitro, vuoi per superficialità da parte del VAR, hanno penalizzato i giallorossi la cui posizione in classifica è già complicata di per sè.
Parlare di malafede non sarebbe giusto però le disattenzioni e soprattutto la supponenza non possono essere tollerati. Terna arbitrale – anche gli assistenti non sono esenti da colpe – e addetti al VAR (c’è sempre Rutella di mezzo!) sono chiamati – e pagati – per svolgere il loro lavoro in modo coscienzioso e senza…definiamole ironicamente “sbavature”.
Se ai problemi che il Catanzaro sta provando con fatica a risolvere, ora che alla guida tecnica c’è mister Mignani, si aggiungono anche le decisioni errate da parte dei direttori di gara e del VAR di turno, il cammino che deve condurre alla salvezza si fa ancora più complicato.
La società non farebbe male ad alzare le classiche antenne e segnalare maggiori “attenzioni” a chi di competenza!
CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929
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