Il Catanzaro: troppo sorprendente per essere vero?

Di Alberto Scerbo

Foto: Area Comunicazione US Catanzaro

Due sono stati gli ospiti della trasmissione RTC Catanzaro Sport condotta da Mario Mirabello andata in onda dopo la vittoria esterna di Marassi contro la Sampdoria, il tecnico ed ex calciatore Giorgio Roselli e il giornalista Filippo Rosace da Bolzano. Dai loro interventi è emerso un dato preciso, ovvero che nell’immaginario collettivo, degli altri, la squadra dei tre colli è considerata una arrembante e spavalda matricola, che sta ottenendo risultati positivi sulle ali dell’entusiasmo e in virtù di un atteggiamento sbarazzino e disincantato. Sicché diventa consequenziale pensare che la trasferta contro il Sud Tirol sarà affrontata con l’approccio di chi non ha niente da perdere e che, così si è potuto leggere tra le righe, non bisogna farsi troppe illusioni, perché prima o poi si sarà costretti a scendere sulla terra al cospetto di compagini più attrezzate e momentaneamente in difficoltà. Mi permetto di dissentire, al pari di tutti i presenti in studio, su questa disamina e di svolgere al riguardo qualche breve riflessione. Il Catanzaro, mi dispiace per gli altri, non è una meteora, come forse si vorrebbe, e neppure il Gianburrasca della cadetteria. Innanzitutto, ha avuto il coraggio di non snaturare il proprio gioco e di riproporre quel modello che aveva incantato in serie C, di modo che anche oggi finisce per dettare i tempi della partita, affidandosi ad un possesso palla intelligente e propositivo e continuando a dimostrare capacità realizzativa. Le aquile impostano l’incontro, fanno gioco, divertono e incantano, e non soltanto quando vincono, ma anche quando vanno incontro ad una sonora batosta, come accaduto nella sconfitta casalinga con il Parma, dove la voglia di imporsi prima e di recuperare dopo ha esposto la difesa a cinque micidiali contropiedi e ha evidenziato ingenuità e difetti, ma non ha intaccato minimamente l’approccio mentale e tattico. Se ci fosse stato bisogno di qualche prova della solidità e dell’affidabilità della compagine di Vivarini, basti pensare ai successivi impegni, culminati nella storica vittoria contro la Sampdoria, da cui, in piena onestà, si poteva cogliere qualche punto in più. Non si è persa la bussola, anzi sono state mantenute calma e tranquillità e sono stati approntati di volta in volta piccoli ma significativi correttivi, indirizzati ad attenuare i problemi evidenziati. Sempre con la testa alta e offrendo spettacolo su qualsiasi terreno di gioco, perché una caratteristica va riconosciuta ai giallorossi, ovvero che in ogni partita si scende in campo con la prospettiva di poter vincere contro chiunque. Il dinamismo, le geometrie, l’accortezza tattica sono stati esaltati da tutti gli addetti ai lavori e dai più diversi commentatori, per  non dire che costituiscono un punto di riferimento anche per i comuni sportivi: come non esaltarci quando un tifoso napoletano, per esprimere una critica alla propria squadra, sottolinea che al momento il Catanzaro gioca meglio del Napoli campione d’Italia! Ed allora, bisogna avere il coraggio, e l’onestà, di ammettere che Vivarini e il suo Catanzaro stanno dando lezione di calcio in giro per lo stivale, senza superbia, ma con la convinzione che in campo si scende per vincere. Magari non è detto che questo avvenga, ma fino ad ora ogni risultato conseguito è stato ampiamente meritato e ha evidenziato il valore di un gruppo di straordinaria qualità, umana e calcistica. La posizione che occupa non è affatto casuale e non è peccato sognare in grande.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto