Il nome del tecnico era uno dei tanti che circolavano da tempo assieme a quello dei più esperti Pagliuca e Possanzini il cui indice di gradimento era comunque alto
Finalmente ci siamo. La scelta del nuovo allenatore è ricaduta su Marco Turati.
Il prossimo allenatore del Catanzaro non sarà quindi Pagliuca che siederà sulla panchina del Cesena, né Possanzini che con il suo staff di ben otto collaboratori si è accasato al Sudtirol.
Erano questi i due nomi più caldi he negli ultimi giorni erano maggiormente appetiti alla piazza giallorossa ma la società del presidente Noto ha optato per un profilo giovane di belle speranze.
La carriera di Marco Turati
Marco Turati, classe ’82, ha allenato le ultime due stagioni a Siracusa conseguendo la promozione dalla serie D alla C il primo anno e disputando un buon campionato in C in quello successivo nonostante la retrocessione in parte giustificata dagli 11 punti di penalizzazione inflitti agli aretusei.
Il miracolo della salvezza non è riuscito all’allenatore originario di Lecco ma il suo gioco ha impressionato gli addetti ai lavori nonostante la sua fin qui breve esperienza da allenatore.
Prima che arrivasse in Sicilia Turati ha lavorato al fianco di Vincenzo Italiano prima allo Spezia e successivamente alla Fiorentina. Queste esperienze sono state molto formative se si considera quanto di buono è stato il lavoro svolto dal più quotato collega.
Turati ha iniziato la sua carriera da allenatore partendo dalla quarta serie ma ha fin da subito espresso un calcio apprezzabile e molto propositivo.
Il profilo del neo allenatore
E’ il classico “giochista”, termine tanto in voga in questo periodo, che ama far giuocare le proprie squadre con ripartenza dal basso, pressing alto ma ragionato e tendenza al gioco offensivo come dimostrano le tante reti che il Siracusa ha segnato nello scorso campionato di terza serie che purtroppo non sono state sufficienti per garantire la permanenza tra i professionisti ai siciliani.
E’ l’ennesima promessa da parte della società calabrese che segue la sua politica di puntare sui giovani già a partire dalla guida tecnica. Di certo la scelta di mister Turati è da considerare un rischio, comunque ben calcolato, dal momento che per l’allenatore lombardo si tratterà della sua prima stagione in serie B, in un campionato molto complicato ben diverso dalle dinamiche di una categoria, la serie C, che fa dell’agonismo la sua caratteristica principale.
Sarà una bella sfida quella della scelta di Turati ma le credenziali che il 44nne possiede infondono fiducia nonostante, diciamolo apertamente, in città la notizia ha fatto serpeggiato un certo scetticismo.
Bisogna comunque essere fiduciosi sull’operato del DS Polito e della società che hanno finora confermato che le scelte effettuate sono sempre state giuste.
D’altronde la politica adottata dal club calabrese basata sulla sostenibilità e sull’oculatezza nelle scelte ha dato i suoi frutti al punto da considerare il Catanzaro un modello di gestione e un esempio da seguire e da imitare in un calcio moderno nel quale gli interessi economici, la scelta dei tanti giocatori stranieri e la poca volontà di lanciare i giovani sono il vero problema del calcio italiano.
Rosa più competitiva
Sciolto il nodo allenatore che si legherà al Catanzaro con un biennale da poco meno di 100 mila euro a stagione, adesso toccherà ad Ds Polito sfruttare al meglio il budget, comunque più alto rispetto alla passata stagione, per rafforzare l’organico.
Una rosa che non può e non deve prescindere dal rinnovo contrattuale dei senatori, lo zoccolo duro della squadra che negli ultimi 3 anni ha decisamente fatto la differenza.
L’augurio generale è che Turati non faccia rimpiangere chi lo ha preceduto e soprattutto che riesca fin da subito a dare una chiara identità di gioco senza dover attendere diverse giornate di campionato prima che ciò possa avvenire.
Ciò sarà possibile se saranno inseriti solo pochi tasselli, quelli necessari per colmare le lacune espresse in determinate zone del campo. Il riferimento è ad un forte centrale difensivo, un cursore mancino a tutto campo e un forte attaccante da affiancare al capitano Iemmello e a Pittarello. Da verificare poi se e come ovviare alle eventuali partenze dei gioielli Liberali e Favasuli.
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