I difensori difendono e gli attaccanti si prendono le copertine

Di Antonio Ionà

Foto: Area Comunicazione US CATANZARO

Un punto d’oro a Bari dicono alcuni, un chiaro segnale di ripartenza dicono altri, per quanto mi riguarda, invece, bisognerebbe avere il coraggio di ammettere che i Galletti di quest’anno, che moltissimi reputano un buon banco di prova, in realtà sono – quantomeno al momento – tra le squadre più abbordabili da affrontare. 
Forse ingannati dal ricordo della compagine della passata stagione – gruppo che non esiste più essendo stato smantellato a seguito delle cessioni, tra le tante, di Caprile, Cheddira, Botta, Antonucci, Folorunsho, Esposito, Marras, Benedetti – non si rendono conto che, ad oggi, la squadra pugliese, ha fatto solo 4 gol in 6 partite (la metà dei quali contro di noi), non esprime un gioco propositivo, non ha singoli di rilievo, di quelli che ti fanno stropicciare gli occhi come è successo con alcuni del Parma, e non ha, soprattutto, grandi margini di miglioramento. 
Questo mi fa dire che a Bari non si è guadagnato un punto ma che se ne son persi due. 
Bisognerebbe inoltre ammettere che la passività dell’avversario nella fase di non possesso, indicativo il surplace di Scognamillo nel tentativo di attrarre il pressing di Nasti, non è soltanto sinonimo dell’accettazione della nostra grandezza da parte di chi ci affronta ma, soprattutto, del tentativo degli avversari di far emergere i nostri evidenti difetti.
Anche ieri, infatti, a causa dell’assenza di singoli di rilievo nel reparto difensivo abbiamo preso due gol più che evitabili: se è pur vero che Fulignati sembra essere sempre più insicuro, sfido chiunque al suo posto a non esserlo ed è impensabile, oltretutto, che ogni traversone si trasformi in una potenziale occasione per gli avversari. 
La responsabilità – e su questo voglio fugare ogni dubbio fin da subito – non è della squadra o del Mister, che ci stanno regalando, dopo tanti anni di tristezza, l’emozione di avere una meravigliosa identità calcistica, ma di chi ha pensato di poter affrontare un’intera stagione con il solo Situm come unico terzino adatto alla categoria. 
Ultima nota, ma non meno importante: con un caro amico – anch’egli tifosissimo – spesso commentavamo negativamente le improvvide discese di un nostro noto difensore nella passata stagione bollandole, quando fatte per vezzo egoriferito e non per utilità, come esasperate ed esasperanti. “Amico mio, i difensori difendono e gli attaccanti si prendono le copertine”, chiosava. Dopo la partita di ieri mi domando quale nostro attaccante, senza Pietro Iemmello in campo a gestire la nostra fase offensiva, abbia la capacità di prendersi le copertine.
Quella offerta dalla coppia Donnarumma – Biasci non è certo una prova brillante, con il numero 28 che, per quanto, ad onor del vero, si è sacrificato tutta la partita, ha sbagliato molti appoggi e perso troppe palle spalle alla porta, che creano qualche legittima preoccupazione. 
Fra due giorni accoglieremo il Cittadella tra le mura amiche, non possiamo far altro che riempire i gradoni del Ceravolo in ogni ordine e grado ed essere il fattore in più per i nostri ragazzi. 
Insieme la vinciamo noi. 

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