Home News Conti, stadio e mercato: Gorgone, Noto, Bignotti e Polito tracciano la rotta del Catanzaro
News

Conti, stadio e mercato: Gorgone, Noto, Bignotti e Polito tracciano la rotta del Catanzaro

Condividi
Condividi

La sala stampa di Caraffa era piena come nelle occasioni che contano. Floriano Noto ha preso la parola per primo, ha scandito ogni passaggio senza mai alzare i toni, e ha consegnato alla platea una fotografia nitida del momento. Un pomeriggio fitto di interventi, chiarimenti, stoccate e progetti. La presentazione ufficiale di Giorgio Gorgone e del nuovo direttore generale Nicola Bignotti, con il direttore sportivo Ciro Polito a fare da perno tra passato e futuro, ha segnato l’avvio formale della stagione. «Quella di oggi apre ufficialmente la nuova annata», ha esordito il capo ufficio stampa Davide Lamanna. E la sostanza non ha tradito le attese.

Il presidente e l’orgoglio di un modello

Noto ha riavvolto il nastro. Ha ripercorso il cammino dal 2017, anno del subentro con la squadra ai play-out per non retrocedere in Serie D. Poi piazzamenti importanti, due secondi posti in Serie C, la vittoria del campionato, tre anni consecutivi in Serie B con traguardi che club più strutturati e blasonati – «Palermo, piuttosto che qualche altra squadra» – si sono trovati a rincorrere. Un percorso che ha generato eco internazionale: «Dopo Monza mi sono arrivate testimonianze dal Canada, dall’Australia. Il Catanzaro ha raggiunto una posizione invidiabile nel panorama calcistico».

Un concetto tornato più volte, quasi a voler blindare un’eredità che va oltre il campo. «Non promettiamo nulla. Per noi la Serie B è un campionato che ci inorgoglisce partecipare. I nostri sogni e le nostre aspettative guardano oltre, ma vogliamo migliorare anno su anno». Migliorare la società prima ancora della posizione in classifica. Perché, ha spiegato il presidente, «se c’è una struttura organizzata a monte, qualche punto in più lo guadagni sul campo. Se la struttura è fragile, è difficile fare la differenza».

Il progetto infrastrutturale corre parallelo. Lo stadio è in piena ristrutturazione, le demolizioni sono avvenute. La campagna abbonamenti partirà a breve per i soli Distinti e, molto probabilmente, per la Tribuna Centrale. La curva resta in stand-by: il progetto prevede lo spostamento dei tifosi giallorossi nel settore est, ma mancano ancora la planimetria e i dati sui posti disponibili. Noto ha anche annunciato la richiesta ufficiale alla Lega per calendarizzare le prime gare in trasferta, un accorgimento già concesso in passato ad altre società con cantieri aperti. «Il computer speriamo ci aiuti. Tanto prima o poi bisogna giocare sia dentro che fuori».

Sul fronte societario, il presidente ha allargato lo sguardo ai conti. «L’ultimo bilancio si è chiuso con 4 milioni di debiti. Prima di investire bisogna ripianare. Oggi non è più il calcio degli anni ’80 o ’90: se non ripiani, hai multe, punti di penalizzazione, retrocessioni. Mantenere l’ordine contabile è forse più importante che vincere tre partite di fila». Un passaggio che ha il sapore della trasparenza, rivolto a chi immagina disponibilità finanziarie illimitate. Poi il dato comparativo: «Una squadra di B – non faccio nomi – ha chiuso con 65 milioni di passività in una stagione. Un’altra retrocessa con 38 milioni. Noi queste cifre non ce le possiamo permettere. Abbiamo quasi 2.500-2.800 dipendenticome gruppo, una responsabilità sociale prima ancora che calcistica».

Bignotti, un ritorno in Italia che parte da lontano

Accanto a Noto sedeva Nicola Bignotti, nuovo direttore generale. Un curriculum che parte dall’Albinoleffe di Andreoletti – «un presidente molto attento ai numeri, un industriale che mi ha formato sul controllo di gestione» – passa per tre anni in Serie A con il Genoa e prosegue con una lunga parentesi in Svizzera, dove ha lavorato con club importanti e, negli ultimi tempi, con fondi di investimento. «Dopo dieci anni torno in Italia. Torno in una società che è già un fiore all’occhiello del calcio italiano. Tutti parlano di Catanzaro, nel mondo, in Italia, ovunque».

Bignotti ha confessato di essere stato a un passo dal cambiare mestiere. «Ero quasi tentato di smettere, volevo dedicarmi ad altro. Poi ho incontrato il presidente. Dopo il primo appuntamento ho ritrovato l’entusiasmo del primo anno che ho fatto questo lavoro. La prima telefonata l’ho fatta a lui: speriamo di lavorare insieme». Parole che raccontano di una scintilla riaccesa, di una sintonia che va oltre il contratto.

Polito e la linea che non cambia

Ciro Polito è il più “vecchio” del tavolo, come ha scherzato lui stesso. Il rinnovo fino al 2028 ha spento le voci di un addio che in molti davano per certo. «Ci davano per separati, qualcuno ha detto che ci siamo scazzottati. Non è vero. Non c’è stato nessun motivo per non continuare. La continuità dà i suoi risultati» ha detto Noto. Il direttore sportivo ha ribadito la filosofia che ha portato il Catanzaro a diventare un modello citato nelle tv nazionali: «Giovani da valorizzare, giocatori che abbiano spirito e animo per questi colori. Ogni partita è a zero, ogni anno è anno zero. Non è che non si può ripetere perché c’è paura. Si può ripetere a fare un altro bel campionato».

Polito ha acceso i riflettori anche su due operazioni di mercato in dirittura d’arrivo. «Forse ci siamo per i fratelli Tchaouna. Due ragazzi che avevo bloccato a gennaio. In quattro mesi siamo andati avanti per risolvere documenti importanti dall’estero. Nei prossimi giorni potremmo portarli da noi. Uno è Franck, l’altro è Franky – attenti, perché pure io nelle video call fatico a distinguerli, sono gemelli identici. Due ragazzotti belli, uno ha fatto 16 gol da attaccante. Al momento giusto arriveranno anche giocatori di categoria».

Il direttore ha poi aperto uno squarcio sulle dinamiche interne. Ha parlato di Pigliacelli, che ha due anni di contratto. Ha annunciato il rinnovo proposto a Jacopo Petriccione: «Siamo sulla buona strada». Ha chiarito la posizione di Favasuli: «Nessuna clausola. L’abbiamo preso dalla Fiorentina a zero con una percentuale a favore, 50 e 50. I soldi che prenderemo, metà a noi e metà a loro. Nessun altro vincolo». Su Pontisso, infine, ha ammesso l’interesse di altre squadre ma ha precisato che «ad oggi non c’è nessuna trattativa».

Gorgone: energia, gruppo e zero alibi

Al centro del tavolo, fisicamente e simbolicamente, sedeva Giorgio Gorgone. Il nuovo allenatore ha scelto la via della sostanza. Poche parole, nette. «La chiamata del Catanzaro è una chiamata che inorgoglisce. Era una squadra che ho sempre seguito, mi piaceva come giocava. So che è una società che ha alzato le aspettative con i risultati. Per qualcuno è una patata bollente, per me no. Sono felice di arrivare in un posto dove sono già stati fatti degli step avanti come squadra e come società».

Il tecnico romano ha declinato il suo credo attorno a una parola-chiave: energia. «Questo gioco, al di là del sistema, ha bisogno di ragazzi che abbiano energia, forza, coraggio per sorprendere. Cercherò di sfruttare quello che è stato fatto in questi anni, perché è una metodologia che mi piace molto. Metterò dettagli diversi, porterò entusiasmo. Vorrei vedere una squadra arrembante, aggressiva. Il calcio è lo sport del popolo: la gente si riconosce quando vede una squadra che lotta nel vero senso della parola».

Gorgone ha toccato anche il tema della pressione. «Chi mi ha già avuto sa che “fare all-in” per me è una regola di vita. Questa è una sfida bella, importante. Conosco i rischi del mestiere, ma sono contento di poterla fare». Sul modulo, nessuna rigidità: «Parto da un’idea, ma i giocatori a volte ti orientano a modificarti. Non butterò via niente di quanto ho visto di buono in questo posto. Poi ci saranno cambiamenti, come in ogni estate».

L’allenatore ha raccontato di aver già sentito diversi giocatori. A partire dai veterani. «Ho chiamato Pietro e altri ragazzi grandi, ma anche quelli che immagino possano avere opportunità diverse. Sono stato chiaro: ho bisogno di disponibilità. Se qualcuno non si sente più di stare qui, deve dirlo. Perché tanto in campo vanno loro. Ho chiesto persone che rientrino a mille all’ora e facciano quello che devono fare per rispetto di una società storica e di chi ti guarda».

La lezione di Pescara e la gestione dei big

Una domanda secca ha riportato Gorgone ai mesi in Abruzzo. L’esperienza con Lorenzo Insigne, gestita in una piazza complicata e in una squadra ultima in classifica, è diventata un riferimento anche per il rapporto con i senatori giallorossi. «Gestire un giocatore forte come Insigne mi ha insegnato a valutare cose diverse. Pietro qui è un simbolo. Non ha bisogno di farsi voler bene da nessuno. Quando hai giocatori forti, vanno sfruttati nel miglior modo possibile. Ma per me alla base c’è sempre il gruppo. Quello fa la differenza».

Sul passaggio da Pescara a Catanzaro, Gorgone ha aggiunto un dettaglio personale. «Ci tengo a dirlo: l’anno scorso il presidente del Pescara e il direttore sportivo sono andati oltre il rigore sbagliato. Hanno valutato il lavoro al di là del risultato sportivo. Oggi lo fanno il presidente Noto e il direttore Polito. Per me questo è motivo di orgoglio e di ringraziamento. Darò tutto me stesso, poi tireremo le somme».

Il riferimento alla lezione più grande imparata in Serie B ha chiuso il cerchio: «Quando sembrava finita per tutti, noi ci siamo risollevati. L’esito è stato drammatico, ma quando c’è energia e spirito di credere in qualcosa puoi fare risultati incredibili. Se hai giocatori che hanno quella roba dentro, per me conta più della qualità. Abbinare entrambi sarebbe il binomio perfetto».

Il centro sportivo, lo stadio e le ambizioni

Bignotti, sollecitato sul tema del centro sportivo, ha confermato che «è uno degli obiettivi nel medio termine. Oggi abbiamo altre priorità infrastrutturali, ma resta un punto fermo». Noto ha aggiunto un passaggio sullo stadio e sulla campagna abbonamenti: «I lavori dovrebbero concludersi per il 30 ottobre, ma forse la Tribuna Centrale sarà pronta prima. Per la prima di campionato potremmo avere già distinti e tribuna. La curva invece è un’incognita: non abbiamo ancora la planimetria, le prime partite saranno a vendita diretta di biglietto».

Il presidente ha affrontato anche il nodo plusvalenze. «Da Liberali il 50% non è nostro, c’è anche una quota del procuratore. Se hai una plusvalenza di 800.000 euro all’anno, con l’aumento di tre calciatori è già bruciata. Le plusvalenze servono anche a ripianare i debiti. Non è che si può reinvestire tutto. A noi ad oggi, ufficialmente, è arrivata solo la cessione di Liberali. Si parla di altri calciatori, ma ufficialmente non c’è nulla».

Noto ha poi rilanciato il suo appello agli imprenditori locali. «L’ho detto sempre e lo ribadisco: se c’è qualcuno che vuole collaborare, io sono pronto a mettermi da parte come presidente. Una società più forte, come a Lecce, dove in quattro si dividono oneri e investimenti. L’invito è sempre aperto. Purtroppo è andato a vuoto, ma io continuo a farlo».

La conferenza si è chiusa tra sorrisi, foto di rito e una sensazione palpabile: il Catanzaro ha voltato pagina senza strappi, con la consapevolezza di chi sa che il percorso intrapreso ha già prodotto frutti superiori alle premesse. Gorgone dovrà raccogliere un’eredità pesante. Ma dalla sua ha un gruppo che conosce la strada, una società che ha imparato a camminare da sola, e un presidente che continua a predicare equilibrio senza rinunciare all’ambizione. La Serie B non concede sconti. E le Aquile, ancora una volta, hanno scelto di volare con le proprie ali.

CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929

Condividi
Articoli correlati
News

Mister Gorgone si presenta: “ho accettato con orgoglio la proposta del Catanzaro. E’ una sfida che mi stimola”

Presentazione alla stampa del neo tecnico giallorosso che ha confermato le sue...

News

Catanzaro, il giorno del debutto di Gorgone in sala stampa

Oggi non è un lunedì qualsiasi. Alle 17, nella sede dell’AZ a Caraffa di Catanzaro,...

comunicato us catanzaro
Dalla SocietàNews

Ufficializzate le date del ritiro precampionato: aquile a Livigno da fine Luglio

L’US Catanzaro 1929 si prepara a porre le fondamenta della prossima stagione...

comunicato us catanzaro
Dalla SocietàNews

Giorgio Gorgone nuovo tecnico delle Aquile

US Catanzaro 1929 comunica di aver affidato la guida tecnica della prima...