Dispiace tanto.
Dispiace anche per lui, oltreché per il Catanzaro e per la città.
Perché è nato a Catanzaro, cresciuto calcisticamente nel Catanzaro e finirà la sua carriera da calciatore del Catanzaro.
A questa storia ci abbiamo creduto tutti.
Abbiamo sognato una favola dal finale diverso, e lui quella favola l’ha resa possibile.
Ha sposato il progetto quando il Catanzaro era ancora in Serie C, senza certezze, ma con una scelta di cuore e di coraggio.
È diventato molto più di un calciatore: un simbolo, un riferimento, poi un capitano.
Si è rimesso in gioco, ha accettato di ripartire più in basso, con una sola idea in testa: riportare Catanzaro dove merita.
E ci è riuscito.
Ha trascinato il Catanzaro in Serie B a suon di gol.
E anche tra i cadetti non si è mai fermato: gol pesanti, gol veri, quelli che tengono vivi i sogni e alimentano le speranze.
La Serie A è stata lì, a un passo, più volte. E ogni volta è scivolata via, lasciando dietro amaro e rimpianti.
E ieri sera, ancora una volta, quelle immagini: lui in lacrime.
Ferito, svuotato, ma dentro una storia che ormai lo ha reso eterno agli occhi della sua gente.
Perché lui è il Catanzaro e così sarà sempre.
Che quelle lacrime non restino dolore, ma diventino benzina.
Forza. Fame. Per riprovarci ancora, anche a 34 anni.
In bocca al lupo, Pietro Iemmello.
Catanzaro ti ama.
Credit: Calcio Totale