C’è un dettaglio che in questi giorni ritorna clamorosamente d’attualità: non è la prima volta che la società si trova a dover decidere, se cambiare guida tecnica dopo un avvio di stagione sotto le attese. È già successo, esattamente nove anni fa, durante i primissimi mesi della stessa gestione societaria che oggi guida il club.
Erra, il primo esonero dell’era Noto
Era il 9 ottobre 2017. Alessandro Erra, tecnico campano che nella stagione precedente aveva salvato il Catanzaro ai playout contro la Vibonese, era stato confermato per il campionato successivo come primo allenatore scelto dalla nuova proprietà, da poco subentrata alla guida del club. Bastarono però appena otto giornate di campionato, con un rendimento giudicato insoddisfacente rispetto alle attese societarie, per convincere la dirigenza a interrompere l’esperienza. Al suo posto arrivò Davide Dionigi, tecnico emiliano reduce da esperienze in Serie B e Lega Pro.
Un cambio che non risolse la crisi
La storia, va detto con onestà, non regalò un lieto fine immediato nemmeno con il nuovo corso: Dionigi guidò la squadra per venti partite, raccogliendo appena sei vittorie, quattro pareggi e dieci sconfitte — un modesto 30% di successi. Si dimise il 6 marzo 2018, lasciando il Catanzaro all’undicesimo posto. Toccò poi a un terzo allenatore, Giuseppe Pancaro, provare a dare l’ultima spinta per chiudere la stagione in sicurezza.
Come andò a finire
L’epilogo di quella stagione, fu comunque positivo: il Catanzaro chiuse al 13° posto del girone C di Serie C, con 42 punti (11 vittorie, 9 pareggi, 16 sconfitte, 35 gol fatti e 45 subiti), raggiungendo la salvezza diretta, senza passare dai playout. Un finale tutt’altro che scontato, considerando le turbolenze in panchina vissute lungo tutto il campionato.
La rosa di allora e quella di oggi
Vale la pena soffermarsi anche su questo confronto, perché racconta forse più di qualche altro dato, di quanto sia cambiato il Catanzaro in questi nove anni. La squadra che Dionigi ereditò nell’ottobre 2017 era un gruppo di Serie C assemblato in fretta, con alcuni elementi esperti per la categoria come Nordi, Di Nunzio, Infantino, Cunzi e Letizia. Tra quei calciatori militava anche Gigi Falcone, collaboratore tecnico nello staff di Aquilani.
La rosa attuale gioca invece in Serie B, con un tasso tecnico individuale difficilmente paragonabile: Iemmello, uno degli attaccanti più prolifici della categoria negli ultimi anni; Pafundi, prodotto del settore giovanile dell’Udinese e della Nazionale Under; Pigliacelli, portiere con esperienza in piazze importanti come il Palermo. Sulla carta, la differenza di valore assoluto tra le due rose è enorme — un fattore che, numeri alla mano, dovrebbe rappresentare un vantaggio strutturale per l’attuale gestione Gorgone rispetto a quanto si trovò ad affrontare Dionigi nel 2017.
Confronto con il 2017
Il confronto, a conti fatti, pende nettamente a favore del presente, e per più di un motivo. Il primo è la categoria stessa: si gioca in Serie B, non in Serie C, con tutto ciò che comporta in termini di struttura, mezzi e qualità degli avversari. Il secondo è la maturità societaria: nell’ottobre 2017 la famiglia Noto era al primissimo anno di gestione, ancora in fase di rodaggio; oggi guida il club da quasi un decennio, con un percorso di crescita — inclusa la cavalcata playoff della scorsa stagione — che testimonia una solidità ben diversa rispetto a quella fase pionieristica. Il terzo, già evidenziato, è la qualità della rosa, nettamente superiore per nomi ed esperienza. L’unico dato che oggi pesa in negativo, rispetto ad allora, è semmai la pressione dell’ambiente: le aspettative, dopo le ultime stagioni, sono cresciute parecchio, e con esse anche il peso di un avvio difficile.
Perché fare questo paragone?
Non è di certo un esercizio di nostalgia fine a se stesso, ma un promemoria utile. Il Catanzaro ha già attraversato momenti simili a questo, ed è sempre riuscito, pur tra alti e bassi, a trovare la propria strada. La storia recente del club racconta tanto di difficoltà quanto di capacità di rialzarsi — ed è proprio in episodi come questo, pescati dal passato, che si trova spesso la prospettiva giusta per affrontare con più serenità le difficoltà del presente.
CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929
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