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La vendetta è un piatto da servire freddo. Dalle lacrime di Pietro alla gioia, sua e della squadra

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Il capitano aveva un conto in sospeso con i veneti che ieri ha sapientemente saputo saldare, da par suo con una doppietta a sigillare una gara perfetta della squadra.

Eera il 29 maggio 2022, una data che capitan Iemmello non potrà mai dimenticare. Lui più di tutti.

Un match che ha segnato l’inizio di una cavalcata che da quel giorno non dà segnali di flessioni, per fortuna!

Un giorno che ha rappresentato l’inizio della riscossa giallorossa, un giorno da vendicare per come era maturata quella sconfitta e quell’immeritata eliminazione dai play off che ha privato il Catanzaro della possibilità di giocarsi la finale con la squadra che dall’”alto” avevano deciso dovesse andare in B.

La vendetta è stata consumata. Una vendetta che Pietro ha costruito come un edificio, mattone dopo mattone, ha cullato e finalmente servito come una pietanza fredda, a distanza di ben 4 anni, alla prima occasione in cui il calendario ha messo di fronte i giallorossi alla squadra veneta sul suo terreno di gioco, il “luogo del delitto”.

Il Catanzaro di quest’anno, il più forte da quando i calabresi hanno riconquistato la cadetteria, lo messo nelle condizioni re Pietro di potersi togliere questa soddisfazione grazie anche alla sua sapiente regia di allenatore in campo.

Come non dimenticare le lacrime di quel maggio di quattro anni fa quando Pietro seduto in panchina al termine del match era scoppiato in lacrime?

Un pianto commovente, uno sfogo naturale dettato dall’amore per la maglia della sua città, dalla rabbia per aver subito un furto, dalla delusione per l’esito di un match che il Catanzaro non meritava di perdere.

Il tempo è galantuomo e dà ragione sempre ai giusti, agli onesti, ai meritevoli. Così è stato. La vittoria schiacciante di ieri all’Euganeo, ha dato la possibilità di dimostrare che tra quel Catanzaro e quello attuale c’è stata una continuità di idee, di progetto, di ambizioni mai sopite ma sempre più alimentate.

Cambiano gli interpreti ma il copione è sempre lo stesso, quello scritto e diretto dalla sagacia tecnica di un calciatore, di un leader, di un regista che detta le regole del gioco, che dirige sapientemente la squadra, che disegna geometrie sul campo grazie alla sua classe, alla sua intelligenza tattica, al suo estro, alle sue qualità balistiche.

Il 3-1 di ieri ha fatto vedere all’Italia intera che il Catanzaro è vivo, è forte, è da temere e potrà rappresentare la mina vagante dei play off se riuscirà a mantenere questa intensità di gioco, questa voglia di fare sempre meglio, questa splendida forma.

Per ora è importante confermare questo trend già a partire da martedì quando verrà al Ceravolo il Modena partito bene ma che ha perso terreno strada facendo.

Un avversario dal grande potenziale tecnico che però dovrà pagare dazio. Un altro tabù è in attesa di essere sfatato.

La vittoria contro i canarini, se conseguita, potrà dare un ulteriore segnale di quanto vale questo Catanzaro e mettere la parola fine su chi dovrà occupare il quinto posto in classifica, sempre che non si riesca a fare meglio…

CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929

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