Non riesco neppure a immaginare cosa può provare un genitore di fronte alla perdita di un figlio. Da alcuni giorni assisto al dolore interiore, sopportato con straordinaria dignità, di amici che hanno subito la scomparsa contro natura di chi ha riempito la loro vita con la sua presenza e aveva ancora un futuro tutto da scrivere. Dinanzi ad un evento simile non esiste alcuna rassegnazione, ma solamente una sofferenza che lacera il cuore e la carne.
Francesco, un’anima bella, di una bontà e dolcezza infinite, amato da tutti, con un amore smisurato per la squadra della sua città. Una passione che ha attenuato nel tempo paure e difficoltà e gli ha donato pace e serenità, nella condivisione di luoghi e di emozioni con i compagni di sempre e nella comunione quotidiana di gioie con tutto il popolo giallorosso, con la certezza di essere parte integrante di un unico mondo.
Continuo a vederlo fermo di fronte alla stazione ferroviaria di via Milano con il suo bandierone arrotolato in attesa degli amici con cui incamminarsi verso lo stadio. E sento il suo saluto dietro le spalle, perché ti chiamava anche quando non lo vedevi, mentre ci incamminiamo lungo la salita delle Baracche per partecipare al rito collettivo della partita casalinga, quasi fosse un appuntamento fisso.
Il Catanzaro è stato parte fondamentale della sua vita e Iemmello il suo idolo indiscusso. È stato, quindi, giusto che la società abbia fatto pervenire il suo saluto ad uno dei tifosi più appassionati e che all’ingresso della Chiesa dell’Immacolata sia comparsa una gigantografia coronata di giallorosso con la scritta Per sempre con noi. È stato un atto di grande sensibilità l’omaggio di Iemmello della sua maglia con una dedica speciale, che ha accompagnato Francesco nel suo ultimo viaggio, e il pensiero carico di affetto dei più cari amici di uno striscione in suo onore in prossimità dello stadio.
Francesco continuerà a vivere nel cuore di chi gli ha voluto bene e gli è stato sempre vicino, ma sono sicuro che continuerà ad essere sempre presente, oggi ma anche domani, nel cuore di tutti coloro che con lui condividono l’amore per questa città e soprattutto per quei due colori, il
giallo e il rosso, che avvolgono gli stessi cuori.
Francesco sarà sicuramente ricordato sui gradini del Ceravolo nella prossima partita casalinga contro il Mantova, ma manteniamo viva la sua memoria in eterno, perché uno di noi, ma più buono e più puro di noi, e forse per questo più caro a Dio.