Il tifoso del Catanzaro, durante questa sosta, ha avuto tutto il tempo del mondo per riflettere. Anzi, diciamocelo: puru troppu… Ha studiato moduli che nemmeno Guardiola, sistemato il centrocampo su una lavagna immaginaria, rifatto la difesa tre volte e trovato — tenetevi forte — almeno quattro soluzioni per l’attacco. Boom!!! Poi, soddisfatto del lavoro, ha spento l’immaginazione ed è dovuto tornare al lavoro. Lasciando a Gorgone il piccolo compito, trascurabile dettaglio, di doverle far funzionare la squadra sul serio.
Al Ceravolo si presenta il Mantova, e arriva con undici punti in tasca contro i tre nostri. Numeri che, lo ammetto, guardo con un sopracciglio alzato (ne ho uno solo folto e mi scuso in anticipo).
La trasferta di Genova resta lì, come un sassolino nella scarpa. Perdere 2-1 contro una Sampdoria rimasta in dieci uomini, e farsi pure rimontare, è una di quelle esperienze che trasformano il dopopartita in un’assemblea di condominio: parlano tutti, la voce si alza, e alla fine nessuno dorme sereno. Il problema, lo dico con la classe che mi contraddistingue, è che abbiamo prodotto pochissimo e concesso ancora troppo. Il possesso palla è una bella cosa, per carità — ma ogni tanto sarebbe gradito accompagnarlo fino alla porta avversaria, invece di farlo passeggiare a vuoto a centrocampo.
Il successo sulla Carrarese aveva restituito un filo d’ossigeno. Al Marassi quella sensazione se n’è volata via — e io di voli un po’ me ne intendo. Tre punti in cinque giornate obbligano a guardarsi negli occhi: siamo ancora agli inizi, certo, ma sarebbe cortese e carino avvisarne anche la classifica, che intanto ha già iniziato a correre senza aspettarci. La società ha confermato Gorgone e la squadra è tornata presto al lavoro: scelta comprensibile, perché per staccare la spina ci sarà tempo — adesso serve soprattutto ricollegarla, e bene direi.
Da Giovino, intanto, arrivano buone notizie: 6-1 nel test con la Vibonese, doppiette di Reita e Arditi, gol di Frosinini e Di Francesco. Fa piacere, ppe l’amura, ci mancherebbe pure. Segnare resta un’abitudine da coltivare, sempre. Il valore dell’avversario e l’ampio turnover invitano alla prudenza: i gol delle amichevoli, purtroppo, non si trasferiscono in campionato con un bonifico istantaneo.
Nella partitella successiva sono andati a segno anche Iemmello e Koffi, mentre Gorgone ha provato Dorval sulla sinistra. Resta da sistemare l’incastro offensivo fra Iemmello e Pafundi — quest’ultimo assente nel test — cercando un equilibrio che crei pericoli senza regalare agli avversari una corsia preferenziale ogni volta che si perde palla. Le prove continuano, la formazione è ancora un cantiere aperto. Il tifoso, come me, la sua formazione l’ha già comunicata — con cambi al sessantesimo inclusi — ad almeno tre gruppi WhatsApp.
Contro il Mantova servirà soprattutto una squadra capace di restare lucida quando la partita si complica. Aggredire insieme, aiutarsi, evitare che ogni pallone perso diventi — passatemi il termine, l’ho rubato ai giovani — una questione “no cap” di ordine pubblico per la nostra difesa. Dobbiamo arrivare ai minuti finali con la stessa attenzione dedicata alla scelta della playlist per il riscaldamento. Che, mi dicono, sia una cosa serissima.
Al Ceravolo ci sarà voglia di ripartire. Anche chi in queste settimane ha brontolato, aspetta solo un motivo per alzarsi ed applaudire (clap clap): il bello — e qualche volta la fregatura — di questo sport è esattamente questo.
Domenica chiediamo una prestazione seria, di coraggio, e di tre punti. Ovviamente.
Fora Gabbu!
Prof. Aquilotti
CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929