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Diverso parere: Catanzaro – Mantova

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“Tre settimane da raccontare” cantava Fred Bongusto in una hit estiva di una vita fa. Ma di questa pausa che separa il disastro di Marassi dalla ripresa con il Mantova da raccontare c’è ben poco. Una caduta di stile del club nel negare ai tifosi la visione di un allenamento congiunto e la volontà, questa si condivisibile, di non fare rivoluzioni azzardate, perché affrettate. Ora sarà il campo a dare un primo responso, sperando che legittimi la scelta di continuità. Qualora così non dovesse essere ci auguriamo che si mantenga dritta la rotta, almeno fino alla sosta successiva, per evitare che l’attuale decisione di confermare Gorgone si palesi contradditoria.

Abbiamo da sempre ritenuto che le valutazioni sugli allenatori debbano essere assai ponderate, per una serie di motivi. Un buon allenatore esalta le doti di un team forte, ma un trainer modesto è spesso figlio di scelte complessivamente inadeguate. Il Catanzaro ha fondato la sua solidità sulla capacità di leggere ciò che avveniva nello spogliatoio prima che sul campo. Ricordo l’acuta riflessione del D.S. Polito che confermò Mister Caserta che sul Ceravolo balbettava, adducendo che vedeva un gruppo vivo ed affiatato sul campo di allenamento di Giovino. Non ci sostituiremo a chi vive la squadra 24 ore su 24, speriamo solo che eventuali determinazioni societarie non rappresentino scorciatoie per risolvere problemi più complessi.

Ma per fortuna si torna in campo e smetteremo di arrovellarci su cosa sia successo dopo Monza per riappropriarci dell’unica cosa che conta, la nostra squadra. Il pubblico, speriamo numeroso, farà la sua parte ma il club dimostri vicinanza a chi ha rappresentato, a suo stesso dire, il valore aggiunto di questo splendido progetto. Ci sono punti che si conquistano sul campo ma altri che si devono recuperare nelle pieghe del connubio società/ambiente.

Non siamo stati particolarmente teneri con la proprietà nelle scorse settimane, ritenendo che qualche errore nell’approntamento della squadra sia stato commesso. Dobbiamo tuttavia ribadire un distinguo imprescindibile: a Catanzaro senza questa società non si farebbe calcio. Non è un problema di categoria o serie ma di sopravvivenza stessa. Altra precisazione doverosa ed inderogabile attiene alla necessità di una profonda assunzione di responsabilità da parte dei nuovi arrivati. Si può concedere ogni attenuante ai ragazzi ma ci sono professionisti che devono, e da subito, dimostrare di meritare la maglia che indossano.

CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929

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