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Terzo tempo – Dal sogno all’incubo?

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Peggiore inizio di campionato degli ultimi dieci anni, vale a dire dall’inizio della gestione Noto.

Terza peggior difesa del campionato, dopo Arezzo e Vicenza, con nove gol incassati e una media di 1,8 gol subiti a partita.

Peggiore squadra per reti subite negli ultimi quindici minuti di gioco, di cui cinque negli ultimi cinque minuti più recupero.

Quarto peggior attacco del torneo, dopo Empoli, Juve Stabia e Carrarese, con cinque gol realizzati, di cui zero da fuori area e zero da palle inattive.

Peggior differenza reti, davanti soltanto all’Arezzo.

Penultimi per punti conquistati sul campo: appena tre dopo cinque giornate.

Eppure eccelliamo nel possesso palla, con una media del 57,60%. Un dato, però, poco significativo, come insegna, ricorrendo a una metafora, l’allenatore argentino Jorge Sampaoli, il quale capì che il possesso non vale nulla la sera in cui la donna che aveva pazientemente corteggiato per ore lo aveva piantato per un altro uomo dopo una conversazione di pochi minuti.

Cosa raccontano, dunque, questi numeri che, dopo il sogno vissuto lo scorso anno, rischiano di precipitare la tifoseria in un incubo inatteso?

Denunciano, evidentemente, dei limiti e delle responsabilità. La squadra costruita tardivamente in estate non sembra, al momento, aver trovato una fisionomia convincente. Alcuni nuovi innesti devono ancora inserirsi, altri giocatori non stanno rendendo secondo le aspettative e, soprattutto, manca quella compattezza che lo scorso anno aveva rappresentato uno dei punti di forza del Catanzaro.

Questo, però, non significa che la stagione sia compromessa.

Il campionato di Serie B è lungo, insidioso e difficile per tutti. Gli equilibri possono cambiare radicalmente anche nel giro di un paio di giornate e, dunque, è prematuro avviare processi sommari o, peggio, emettere sentenze irrevocabili.

Questi numeri dicono, però, una cosa altrettanto chiara: bisogna correre ai ripari.

La squadra, fin qui, ha mostrato carenze atletiche, tecniche e tattiche, ma soprattutto motivazionali. Ed è da queste ultime che occorre ripartire, perchè le partite si possono anche perdere, ma dedizione, impegno e attenzione non devono mai venire meno.

È questo, prima dei risultati, ciò che la squadra deve ritrovare. Il tempo per rimettere in carreggiata la stagione c’è, ma non è illimitato. Il Catanzaro dovrà dimostrare dalle prossime gare di voler trasformare un avvio complesso nell’occasione per ritrovare sé stesso.

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