Il Catanzaro a caccia di una fiamma che possa accendere la luce dopo le turbolenze di questo inizio 2026. Dopo le due trasferte consecutive, che non hanno portato punti ai giallorossi, gli uomini di mister Aquilani sono pronti a tornare al Ceravolo contro la Sampdoria domenica ore 17.15. l’inizio 2026 è stato difficile, le sconfitte contro Frosinone e Venezia hanno rispecchiato ciò che dice la classifica, se però contro i ciociari il campo aveva lasciato qualche spunto positivo da cui ripartire , la stessa cosa non si può dire della trasferta in laguna: con i giallorossi che dopo essere andati in vantaggio con la rete di D’Alessandro sono spariti dal campo, subendo la rimonta della squadra di Stroppa , un 3-1 che ha messo fine alle speranze dei giallorossi di agguantare le prime posizioni in classifica. Domenica si va a caccia di punti importanti, servirà ritrovare ordine e concentrazione, ma anche lo spirito che aveva accompagnato le cinque vittorie consecutive che avevano chiuso alla grande il 2025.
L’avversario
Se per il Catanzaro la necessità di dare luce riguarda questa seconda parte di stagione, la stessa cosa non si può dire della Sampdoria, che non riesce a trovare una via d’uscita da inizio campionato. Poca costanza nei risultati e tanta delusione, così si può riassumere il cammino fin qui dei blucerchiati, che in 20 partite hanno racimolato solamente 18 punti, occupando il quartultimo posto in classifica, in piena zona play out.
Dopo la scorsa stagione, che aveva visto i doriani prima retrocessi e poi ripescati, con conseguente finale vinta contro la Salernitana , ci si aspettava qualcosa di diverso, visto anche lo spessore della rosa: nomi come Barak, Venuti e Depaoli ex serie A, giovani talenti come Conti e Pafundi, e il re dei marcatori della cadetteria Massimo Coda, roster che prometteva bene, ma che ancora una volta ha deluso le aspettative.
Per raddrizzare questa stagione la dirigenza ha optato per un cambio in panchina in corsa: a Massimo Donati, che aveva collezionato 5 sconfitte, 2 pareggi e 1 vittoria, nelle prime 8 gare, è subentrato Angelo Gregucci. L’allenatore pugliese è tornato a sedere su una panchina come primo allenatore, dopo le esperienze come collaboratore tecnico sulle panchine di Sampdoria e Arabia Saudita. Il cambio in panchina non ha portato gli effetti sperati, poiché nelle successive 12 partite si sono ottenuti 5 sconfitte, 3 vittorie e 4 pareggi.
L’ultimo pari è arrivato nell’ultima giornata contro la Virtus Entella, con i blucerchiati che non sono riusciti a mantenere il vantaggio iniziale trovato grazie alla rete di Cherubini, facendosi trovare impreparati ad un quarto d’ora dalla fine, subendo la rete di Parodi per l’1 a 1 finale. Oltre al cambio in panchina, nel mercato invernale sono arrivati nuovi innesti di altissima qualità, come Brunori dal Palermo e Salvatore Esposito dallo Spezia.
Per uscire dalla zona rossa della classifica e ritrovare una vittoria che in trasferta manca dalla finale play-out vinta contro la Salernitana (0-3), i blucerchiati non potranno fare affidamento sul neo acquisto Salvatore Esposito, infortunato, che potrebbe essere sostituito da Barak, che andrebbe a completare questo undici titolare: Ghidotti; Palma, Viti, Hadzikadunic; Depaoli, Barak, Ricci, Abildgaard, Cherubini; Pafundi, Coda.
Il protagonista
Dopo la scorsa, deludente, stagione, che aveva visto un Massimo Coda fare i conti con difficoltà mai avute prime, mai si poteva immaginare l’attuale rendimento del classe 1988. Il re dei bomber della cadetteria ha sorpreso nuovamente tutti, arrivando a realizzare gli stessi gol della scorsa stagione (9), ma con 15 gare in meno (20) rispetto all’anno passato, che lo portano ad essere il miglior marcatore della rosa e il secondo dell’intero campionato. Ciò che sorprende è la forma fisica di un giocatore sulla soglia dei 38 anni, che continua a caricarsi la squadra sulle spalle a suon di gol e ottime prestazioni. Adesso più che mai servirà la leadership e la costanza del giocatore campano, ma soprattutto i suoi gol, per aiutare la Sampdoria ad uscire da uno dei periodi più brutti della sua storia calcistica.
Al Catanzaro servirà una vittoria, davanti alla sua gente, quella gente che nell’ultima settimana ha dovuto fare i conti con una tempesta che ha colpito e distrutto una parte della città, quella gente che domenica sarà allo stadio a cantare per il Catanzaro e per Catanzaro, messa in ginocchio sì, ma non al tappetto, e che si rialzerà più forte e splendente di prima.
CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929
Lascia un commento