Dopo il comunicato ufficiale della società, che conferma la fiducia verso il tecnico Gorgone, pur chiedendo espressamente una svolta, il Catanzaro è sceso in campo nell’anticipo della 7° giornata della Serie B, in trasferta al “Bentegodi”, contro l’Hellas Verona di Baroni. La reazione c’è stata, spinta dall’orgoglio di una squadra che ha dimostrato di essere viva ed energica, ma basta veramente un punto in uno stadio dove l’ultimo risultato utile risale al 1978 a cancellare l’avvio da incubo di questa stagione?
I numeri d’altronde non mentono, sin qui infatti il Catanzaro ha registrato il peggiore avvio stagionale degli ultimi anni, 1 sola vittoria, 1 pareggio e 5 sconfitte, 4 punti in sette giornate e classifica che recita piena zona retrocessione.
La fiducia a termine
Avanti con Giorgio Gorgone dunque, una linea guida dettata anche da ciò che è trapelato dagli spogliatoi, i calciatori uniti con il tecnico e la prova del Bentegodi ne è la dimostrazione. Tuttavia si ha la sensazione che si tratti di una fiducia a termine, di quelle che si adottano a patto che la squadra inverta il trend negativo. Il tecnico romano si trova al centro di un bivio tattico ed emotivo: da un lato c’è l’esigenza di dare un’identità precisa e riconoscibile a una squadra che finora ha vissuto troppi alti e bassi all’interno della stessa partita; dall’altro c’è l’urgenza di blindare una difesa che subisce decisamente troppe reti per poter ambire a un campionato di tranquilla permanenza. Nel frattempo, attorno all’ambiente giallorosso l’aria resta pesante. Una parte della tifoseria continua a guardare con scetticismo alle prestazioni della squadra, considerando la rimonta del Bentegodi più come un episodio estemporaneo che come la svolta della stagione. Per ricucire questo strappo e trasformare l’apprensione in entusiasmo, servirà qualcosa in più delle semplici buone intenzioni. Il futuro del Catanzaro passa inevitabilmente per le mura amiche del Nicola Ceravolo. È lì che la squadra deve ritrovare quella spinta propulsiva che gli scorsi anni ha fatto si che diventasse uno dei campi più difficili della cadetteria, nel “cantiere” del Ceravolo bisogna far uscire il mattoncino giusto per ricostruire la stagione.
Enigma futuro
Il tempo dei bonus è ufficialmente terminato. Le prossime uscite diranno di che pasta sia fatta questa squadra e se la panchina di Gorgone potrà davvero trovare quella stabilità necessaria per lavorare a lungo termine. Il futuro del Catanzaro si gioca adesso: tra la necessità di fare punti pesanti per muovere la classifica e l’obbligo morale di dimostrare che la prestazione di Verona non è stata soltanto una fiammata isolata.
CREDIT FOTO: US Catanzaro 1929
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