La cavalcata in Coppa Italia 1965-66, dal San Paolo di Napoli alla finale dell’Olimpico
Il 4 novembre 1965, alle 14:30, il Napoli di Bruno Pesaola scese in campo per il secondo turno di Coppa Italia con la tranquillità di chi si sente la qualificazione in tasca. Dall’altra parte c’era una squadra di Serie B, il Catanzaro allenato da Dino Ballacci. Al 70′ Gianni Bui firmò il gol decisivo. Cominciò così una delle storie più belle di tutta la storia giallorossa.
Il San Paolo e il gol di Bui
Il Napoli era una squadra di vertice: avrebbe chiuso il campionato al terzo posto in Serie A, con Altafini miglior marcatore a quota 14 reti, e veniva dal successo sul Trani nel primo turno. Il Catanzaro, invece, aveva debuttato in coppa il 29 agosto battendo 2-0 il Messina, con una doppietta dello stesso Bui, attaccante arrivato da Bologna quell’estate. Al San Paolo, in una gara diretta da Antonio Marchiori di Padova, fu ancora lui a decidere: un solo gol, al 70′, e i giallorossi portarono a casa la qualificazione.
Il Catanzaro di Ballacci
Gianni Bui, classe 1940, rimase a Catanzaro due stagioni, totalizzando 67 presenze e 33 gol. Accanto a lui, in quella Coppa, si misero in evidenza Tribuzio, decisivo dal dischetto e autore di una rete alla Lazio, e Marchioro, che avrebbe segnato nella finale. In porta, nell’ultimo atto, c’era Provasi. Un gruppo senza grandi nomi, ma capace di giocare ogni turno come fosse l’ultimo.
Lazio, a Cosenza
L’8 dicembre, nel terzo turno, arrivò la Lazio. Per la squalifica del campo di Catanzaro, la partita si giocò a Cosenza, allo stadio San Vito. Bonfada sbloccò al 21′, Mari pareggiò per i biancocelesti due minuti dopo, poi Tribuzio al 55′ e un colpo di testa di Bui all’83’ firmarono il 3-1.
Il Torino di Rocco ai rigori
Il 6 gennaio 1966, nei quarti, il Catanzaro trovò il Torino di Nereo Rocco. Dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari e dei supplementari, la lotteria dei rigori premiò i giallorossi: 4-1. Il Catanzaro era in semifinale, tra Inter, Juventus e Fiorentina.
9 febbraio 1966: il capolavoro di Torino
In semifinale c’era la Juventus, al Comunale di Torino. Il Catanzaro andò in vantaggio al 34′ grazie a un’autorete di Leoncini, Del Sol pareggiò al 51′, ma al 75′ Tribuzio trasformò un rigore e firmò lo storico 2-1. La Juventus, che avrebbe chiuso la stagione al quinto posto in Serie A, era eliminata da una squadra di Serie B. Nell’altra semifinale la Fiorentina aveva battuto l’Inter, sempre 2-1.
La finale dell’Olimpico
Il 19 maggio 1966, allo stadio Olimpico di Roma, il Catanzaro affrontò la Fiorentina. Hamrin portò in vantaggio i viola al 30′, Marchioro pareggiò in avvio di ripresa e la partita andò ai supplementari. Nel secondo tempo supplementare un rigore di Bertini decise la finale sul 2-1. Il capitano viola Hamrin alzò la coppa, mentre ai giallorossi restò la soddisfazione di aver disputato un grandissimo torneo pur militando nel campionato cadetto.
Un campionato diverso dalla coppa
La Coppa non fu lo specchio dell’annata. In campionato il Catanzaro chiuse al decimo posto, ma Bui fu il capocannoniere del torneo cadetto con 18 reti. In coppa ne segnò altre quattro, secondo solo a Hamrin, fermo a cinque, nella classifica marcatori dell’edizione.
Il cammino in sintesi
| Turno | Data | Partita | Esito |
| Primo turno | 29 agosto 1965 | Catanzaro-Messina | 2-0 (doppietta di Bui) |
| Secondo turno | 4 novembre 1965 | Napoli-Catanzaro | 0-1 (Bui 70′) |
| Terzo turno | 8 dicembre 1965 | Catanzaro-Lazio (giocata a Cosenza) | 3-1 |
| Quarti | 6 gennaio 1966 | Catanzaro-Torino | 0-0, 4-1 ai rigori |
| Semifinale | 9 febbraio 1966 | Juventus-Catanzaro | 1-2 |
| Finale | 19 maggio 1966 | Fiorentina-Catanzaro (Roma) | 2-1 dopo i supplementari |
Quasi nove mesi di cammino, dal 29 agosto 1965 al 19 maggio 1966, con tre squadre di Serie A battute in fila, Napoli (terzo a fine campionato), Lazio (dodicesima) e Torino (decimo), e poi la Juventus in semifinale.
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