Alla ripresa del campionato cadetto i Giallorossi tornano al Ceravolo per la seconda uscita casalinga dopo tre settimane di sosta per le Nazionali. Probabilmente la pausa giunge nel momento più opportuno se si tiene conto dei risultati e del percorso finora fatto dai ragazzi di Gorgone. 4 sconfitte su cinque gare giocate, soli tre punti conquistati e terzultimo posto in classifica (penultimo se non fosse per la penalità della Juve Stabia) ci pongono in una situazione tutt’altro che tranquilla, nonostante nelle ultime due uscite qualche piccolo segnale positivo si sia intravisto.
Dopo la vittoria con la Carrarese il morale era leggermente salito, e nessuno si sarebbe aspettato una sconfitta contro la Sampdoria, soprattutto a seguito della superiorità numerica acquisita nell’ultima mezz’ora di gioco. Il Catanzaro esce indenne dai primi assalti blucerchiati e nell’acquisire coraggio conquista metri e gioco riuscendo per alcuni tratti della gara ad imporre il proprio ritmo e il proprio palleggio. Il gol di Begic all’85esimo, però, frutto di una sciagurata lettura di Antonini, coadiuvato dalla disattenzione di Candela, regala tre punti pesantissimi ad una squadra che, ad oggi, sembra essere una diretta concorrente per il discorso salvezza.
È chiaro che siamo ancora alla quinta giornata, che ci si poteva aspettare un periodo di assestamento a seguito dei numerosi cambiamenti sia negli interpreti che nella guida, ma ad oggi la preoccupazione arriva dal vedere un Catanzaro che sembra oggettivamente molto più debole delle squadre degli anni precedenti. La difesa appare in difficoltà ed ancora non vi è certezza circa l’affidabilità degli interpreti. A centrocampo Petriccione sembra isolato e privo di un valido sostegno sia in termini di qualità che di interdizione. Sugli esterni Dorval e Alesi sembrano, per motivi diversi, incapaci di garantire quella spinta e pericolosità che deve caratterizzare un modulo come quello del Catanzaro e l’assenza di D’Alessandro si fa sentire in modo rilevante.
In attacco la coppia Iemmello\Pafundi sembra funzionare e trovare i meccanismi giusti per scardinare le difese avversarie, ma, ad oggi, servire il nostro riferimento offensivo rende praticamente zero. Koffi, pur volendogli riconoscere generosità e grinta, appare incapace di potere sostenere questa categoria, mai pericoloso, pochissimi tiri in porta, praticamente bassissima possibilità di segnare. Pecorino, seppur in grado di costruirsi qualche occasione in più, ancora deve centrare lo specchio della porta.
La gara con il Mantova diventa già decisiva per uscire da questa impasse negativa e confermare l’importanza per il Catanzaro di giocare tra le mura amiche. Forse cambierà qualcosa nel modulo e negli interpreti, probabilmente Iemmello potrà svolgere il ruolo di terminale offensivo, ma ad oggi ciò che conta è uscire dal Ceravolo con tre punti e con qualche certezza, con il sostegno e l’incoraggiamento a gran forza dal sempre presente popolo Giallorosso.