L’avversario di turno: AS CITTADELLA

Di Gianfranco Migliaccio

L’Allenatore dell’AS Cittadella, Edoardo Gorini

Dopo due match di cartello, con esiti diametralmente opposti, al Ceravolo scende un avversario di “categoria” mettendo le Aquile di fronte al vero volto della serie cadetta.
Il Cittadella è club di recente fondazione, ha festeggiato quest’anno il mezzo secolo di vita, ma può già vantare sedici partecipazioni al campionato di B. Benché il miglior piazzamento nella regular season è un quinto posto, raggiunto nel torneo 19-20, i Veneti, nelle stagioni18-19 e 20-21, sono giunti a disputare la finale dei play-off per la promozione in A.
Negli ultimi due anni la famiglia Gabrielli, gruppo imprenditoriale veneto attivo nel settore siderurgico, che detiene la proprietà fin dalla fondazione, pur conservando una apprezzabile continuità di gestione non ha ripetuto i risultati degli anni precedenti che hanno visto il “Citta”, protagonista nella cadetteria.
Edoardo Gorini, dopo anni di gavetta come vice ed un paio di campionati complicati, in particolare lo scorso, concluso con una salvezza al fotofinish, un soffio sopra la zona play-out, ha ottenuto una riconferma, forse non sperata ma sicuramente gradita.
Il marchio di fabbrica per i veneti è un 4 3 1 2 che il mister patavino ha ereditato dal suo mentore Roberto Venturato che con i Granata ha fatto la storia perdendo la massima serie per due volte contro Verona e Venezia.
Il Cittadella si schiera con il nazionale albanese Kastrati in porta, l’esperto Salvi e Carissoni sugli esterni bassi, i veterani Pavan e Frare in mezzo; Carriero, noto ai frequentatori del girone C della C in quanto ex Avellino e Monopoli, il metronomo Branca e la promessa Francesco Amatucci in mezzo al campo; Tessiore, scuola Sampdoria, nato mezz’ala di incursione, oggi è fulcro della manovra offensiva, svariando tra le linee ha il compito di innescare Pittarello e l’ex obiettivo del Catanzaro Pandolfi di punta.
In attesa di qualche rientro da periodi di inattività per infortuni, scarso lo spazio concesso da Gorini alle seconde linee con l’eccezione di Magrassi, risolutivo nella gara di Coppa con l’Empoli e Vita.

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