L’altro pagellone: Brescia – Catanzaro

Di Fausto Scerbo

FULIGNATI: Decide di rubare la scena ai giocatori di movimento e risulta decisivo con due/tre interventi importanti che salvano il risultato. Quando è chiamato in causa risponde presente. Qualcosa in più poteva essere fatto sul colpo di testa ravvicinato del centravanti bresciano. DECISIVO

BRIGHENTI: Gioca una gara difensivamente attenta e di personalità. Leggermente in ritardo in occasione del gol di Borrelli dove non riesce ad ostacolare lo stacco aereo. Prova qualche incursione offensiva alla ricerca della gioia personale. VOLENTEROSO

ANTONINI: Preferito a Scognamillo non sfigura nella gestione del reparto difensivo. Meno sicuro nella fase d’impostazione come in occasione della palla persa che genera un’importante occasione per Gavazzi sventata da Fulignati. Anche in area avversaria, le palle aeree sono quasi tutte le sue. MURO

VEROLI: Si vede poco sia in fase offensiva che difensiva. A volte sembra quasi nascondersi. Nella fase difensiva non soffre particolarmente né commette sbavature, ma il supporto a Vandeputte è quasi impercettibile. TIMIDO

SITUM: È sovrastato dalla fisicità di Borrelli in occasione del gol. La differenza di altezza tra i due è effettivamente troppa. Per il resto è puntuale nelle diagonali e nelle coperture ma non riesce a garantire la spinta solita a cui ci ha abituato. IMBRIGLIATO

VANDEPUTTE: Sembra quasi il parente lontano del Vandeputte ammirato fino a qualche settimana fa. È timido, poco incisivo, a tratti appare fuori dal gioco. Eppure sull’unico cross da lui fatto nasce una occasione ghiottissima per Biasci, a riprova dell’importanza di avere nel vivo del gioco il belga. STANCO?

VERNA: Soliti 90 minuti tutto cuore e grinta per il centrocampista giallorosso. Si abbassa spesso fra i centrali per provare ad impostare risultando importante in appoggio a Petriccione. Scherma in modo risoluto le offensive centrali avversarie e risulta quasi decisivo quando prova la conclusione da lontano ed impegna il portiere avversario. INCISIVO

PETRICCIONE: Domina, ancora una volta, il centrocampo riuscendo a dettare i tempi di gioco ed essere il faro del gioco giallorosso. Sfodera un assist pennellato per la testa di Biasci che sblocca il risultato. Cala un poco nella ripresa quando il Brescia prende campo e fiducia. FARO

D’ANDREA: È, ormai, padrone della fascia destra, costantemente servito dai compagni e nel vivo del gioco giallorosso; prova sempre la giocata nell’uno contro uno ma non sempre riesce ad essere incisivo e decisivo nell’ultimo passaggio. Assolutamente positivo ma, purtroppo, è spesso IMPRECISO

IEMMELLO: Sembra appannato, è, stranamente, poco partecipativo alla manovra giallorossa e la squadra tutta ne risente. Non ha particolari occasioni per provare ad impensierire il portiere avversario, ma lui ci mette poco del suo per crearsele. L’importanza del capitano per il Catanzaro è ancora più evidente in partite simili. APPANNATO

BIASCI: Torna titolare a riformare la coppia che da due anni fa sognare i giallorossi e sembra sentirsi a suo agio. Spreca prima una clamorosa occasione su una uscita avventata del portiere avversario, ma dopo poco si fa perdonare realizzando un gol da attaccante di razza. Stacco imperioso ad anticipare Cistana e palla nell’angolino imparabile. BOMBER

AMBROSINO: Subentra a Iemmello e ha poco meno di mezz’ora per mettersi in mostra. È bravo a far risalire la squadra guadagnando qualche calcio di punizione. Arriva leggermente in ritardo in occasione della sponda di Brignola e viene anticipato da Adorni, in ogni caso è un attaccante che quando vede la porta calcia da qualsiasi posizione. POSITIVO

BRIGNOLA: Mister Vivarini lo vede in crescita e lo ripropone in alternativa a D’Andrea. Entra con il piglio giusto provando qualche scorribanda offensiva e sfiora quasi l’assist per Ambrosino con una interessante sponda di testa allo scadere del match. IN CRESCITA

DONNARUMMA: Torna in quella che è stata la sua casa nelle migliori stagioni della sua carriera e viene acclamato dal pubblico bresciano. In campo corre molto provando a frustrare le iniziative avversarie ma offensivamente non riesce a creare occasioni o a risultare pericoloso. Gli applausi dello stadio ricordano però di come trattasi di un CAMPIONE

OLIVERI E STOPPA: Poco più di cinque minuti sono troppo pochi per poter giudicare la prestazione dei due esterni. NON GIUDICABILI

VIVARINI: Probabilmente nel periodo tra Dicembre e Gennaio i Giallorossi avrebbero perso o vinto questa partita non accontentandosi del pareggio. Oggi, con qualche partita di esperienza in più, il Catanzaro non si snatura ma mantiene un equilibrio che ci permette di portare a casa un punto che ci appaia al Palermo e ci fa mantenere la distanza dal nono posto. Il percorso di crescita passa anche da queste gare e ad oggi la squadra si dimostra molto più matura. CINICO

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