I magici anni Ottanta

Il collegamento via skype con Antonio Sassarini durante l’ultima trasmissione di RTC Catanzaro Sport ha risvegliato negli ospiti presenti in studio e, penso, in tutti i tifosi giallorossi il ricordo indelebile della stagione 1984-85, culminata con la promozione in serie B. Era quella la squadra allenata dall’indimenticato G.B. Fabbri, che puntava tutto sulla forza del collettivo e su un gioco arioso ed efficace. Lo stesso Sassarini ha precisato che il credo dell’allenatore prevedeva un assetto che si fondava sull’unione del gruppo, che implicava sostegno e aiuto reciproco, e spregiudicatezza tattica, che consentiva di far emergere le qualità tecniche individuali dei componenti della rosa. Tanto è vero che una caratteristica particolare era costituita dalla presenza di un libero fluidificante, capace di impostare ma anche di proporsi in fase realizzativa. In più, veniva valorizzata la solidità del centrocampo, in cui spiccavano l’intelligenza di Bagnato, la tecnica di Gregorio Mauro e l’abnegazione di Jacobelli, e la forza del reparto offensivo, grazie alla potenza devastante di Pino Lorenzo e la vivacità dei vari Pesce, Musella e Surro. E a proposito di quest’ultimo è riemersa dal fondo della memoria la tripletta entusiasmante siglata in occasione della netta vittoria nel derby contro il Cosenza. A cui ha fatto seguito la vittoria altrettanto netta contro l’altra calabrese, la Reggina, nel girone di ritorno, con la quarta rete messa a segno proprio da Sassarini dopo un dribbling in area di eccellente fattura, a coronamento di una splendida azione corale. Il discorso è scivolato ovviamente sulle vicende successive a quella promozione e Sassarini non ha mancato di sottolineare la meraviglia per la sostituzione dell’allenatore e per la cessione di alcuni calciatori, che hanno alterato l’impostazione e la struttura della squadra, con il desolante risultato dell’immediata retrocessione in serie C1. Per la cronaca Mauro venne ceduto al Foggia e Sassarini e Pesce al Taranto, dove, insieme all’altro ex giallorosso, il portiere Incontri, contribuirono alla promozione della squadra pugliese nella serie cadetta. Le inopinate scelte del tempo, che verranno ripetute in tante altre occasioni successivamente, hanno consentito di misurare l’oculata gestione attuale della società, che ha giustamente ritenuto opportuno mantenere inalterata la composizione della squadra e puntare senza esitazione sulla saggezza di Vivarini. Sassarini ha, infine, elogiato la prestazione del Catanzaro a La Spezia e la fluidità del gioco espresso, mettendo in evidenza la necessità di migliorare l’impostazione dal basso, che qualche problema ha creato. Sul punto non bisogna dimenticare, però, le assenze, oltre che di Ghion, anche di Brighenti, che assicurano una sicurezza ormai collaudata. Una considerazione finale: il ritorno al passato, che ha rievocato momenti gloriosi a chi ha vissuto quell’epoca, ha fatto, e fa, indubbiamente piacere, ma questa volta la nostalgia ha finalmente lasciato il passo all’esaltante realtà odierna, che rende orgogliosi i tifosi e tutta la città del bel Catanzaro che dà spettacolo sul manto erboso del Ceravolo e di tutti gli altri stadi della serie B. 

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