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Cartellino verde: il premio che racconta il fair play

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C’è un cartellino che nessun calciatore teme, anzi, tutti vorrebbero riceverlo. Si chiama Cartellino Verde, ed è il riconoscimento che la Lega Serie B assegna ai gesti di fair play più belli visti in campo durante il campionato. Un’idea nata inizialmente nel 2015-16, tornata in auge nella scorsa stagione (2025-26), e che vale la pena raccontare.

Come nasce l’idea

Tutto comincia dieci anni fa, quando la Lega B — allora presieduta da Andrea Abodi — decide di premiare, seguendo il modello UEFA, i comportamenti sportivi più esemplari dei propri protagonisti. Il primissimo cartellino verde della storia va a Cristian Galano, all’epoca attaccante del Vicenza: durante una gara contro la Virtus Entella, l’arbitro concede un corner ai veneti, ma Galano segnala spontaneamente che il pallone non era stato toccato da un avversario, facendo così annullare la decisione a proprio sfavore. Un gesto piccolo ma di rara lealtà.

Il ritorno: tre storie, tre modi diversi di essere leali

Nel marzo 2026, la Lega B — oggi guidata da Paolo Bedin — ha deciso di far tornare il premio, individuando tre episodi che raccontano bene lo spirito dell’iniziativa. L’ex Catanzaro Andrea Fulignati, portiere dell’Empoli, viene premiato per aver ripreso la partita con naturalezza dopo che un petardo lanciato dagli spalti gli era esploso a pochi centimetri dai piedi, senza drammatizzare né interrompere il gioco. Tommaso Fumagalli, portiere del Südtirol, rinuncia a proseguire l’azione offensiva quando il portiere avversario della Reggiana si ferma a terra per un infortunio, scegliendo lo spirito sportivo al posto del vantaggio immediato. E poi c’è Jesse Joronen, portiere finlandese del Palermo, protagonista dell’episodio più raccontato: durante Pescara-Palermo, l’arbitro Fabio Maresca ha un dubbio su un corner e chiede direttamente conferma al portiere rosanero. Joronen, senza esitazione, ammette la propria deviazione sul pallone, concedendo il corner agli avversari. Il gesto viene applaudito da tutto lo stadio Adriatico, e lo stesso Lorenzo Insigne va a stringergli la mano per ringraziarlo personalmente.

Come e quando viene assegnato

Il funzionamento del premio è tanto semplice quanto particolare. Non esiste una cadenza fissa — non viene assegnato ad ogni giornata di campionato — ma è una Commissione interna della Lega B ad individuare, di volta in volta, gli episodi meritevoli durante lo svolgersi della stagione. Lo stesso presidente Bedin, parlando dell’iniziativa, ha raccontato come in alcuni casi il riconoscimento sia arrivato per più protagonisti nel giro di poche giornate ravvicinate ed in altri momenti con minore frequenza. La consegna ufficiale dei cartellini verdi avviene tutta insieme al termine della stagione, nel corso di un evento dedicato organizzato dalla Lega — un modo per dare il giusto risalto, a chi durante l’annata ha saputo distinguersi per lealtà sportiva.

Perché un premio come questo conta davvero

Le parole del presidente Bedin spiegano bene il senso dell’iniziativa: “Abbiamo bisogno di esempi positivi, di comportamenti e atteggiamenti che valorizzino i principi di lealtà sportiva, etica e rispetto. Individuarli all’interno delle nostre partite, evidenziarli e premiarli permette di elevarne il valore, nella speranza di generare un effetto domino”. Un modo per dare risalto, anche fuori dal campo, a tutto ciò che di bello lo sport sa regalare.

Chiudendo con una battuta per rimanere in casa Catanzaro: se il cartellino verde premia chi dimostra fiducia e lealtà anche nei momenti più difficili, forse quest’anno un pensierino andrebbe fatto anche per la tifoseria giallorossa… capace di continuare a sostenere la squadra, l’allenatore e la società con un affetto incondizionato, anche dopo quattro sconfitte.
Ditemi voi, se anche questo è fair play!

CREDIT FOTO: LEGAB.IT

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