Trentanove anni fa, il 13 settembre 1987, prendeva il via la Serie B 1987-88. Il Catanzaro c’era da neopromosso, dopo aver dominato il campionato di Serie C. In panchina Vincenzo Guerini, alla presidenza Pino Albano, in rosa nessun nome altisonante e un obiettivo dichiarato: salvarsi. Nessuno immaginava che quell’annata sarebbe diventata una delle più belle e struggenti della storia giallorossa.
Una neopromossa che non voleva fermarsi
Partita per fare esperienza, la squadra scoprì strada facendo di poter guardare molto più in alto. Quell’anno, per la prima volta, i posti promozione erano quattro ed il Catanzaro imparò presto a guardarli da vicino, guidato dai gol dell’inossidabile Massimo Palanca. Un segnale era già arrivato in Coppa Italia, nel girone d’avvio: un 5-0 rifilato alla Lazio, con doppiette di Soda e Palanca ed un gol di Chiarella.
L’annata: un lungo inseguimento
Il resto della stagione fu una rincorsa appassionata, che portò i giallorossi ai vertici della classifica e li tenne in corsa fino alla fine. Nel conto dei rimpianti finì anche un rigore fallito da Palanca a febbraio, nel finale della gara casalinga con la Triestina: un episodio che a fine anno, sommato ad altri, avrebbe pesato.
Il maggio del «quasi»
Il momento della verità arrivò il 15 maggio 1988, alla 33ª giornata, al Comunale: Catanzaro-Lazio, scontro diretto per la promozione. Nella ripresa le aquile passarono in vantaggio con Soda, che ribadì in rete una respinta dopo il calcio d’angolo di Palanca, e sugli spalti fu apoteosi: una vittoria avrebbe significato il sorpasso al quarto posto. Ma all’ultimo pallone giocabile, dopo tre minuti di recupero, Monelli si avvitò in una semirovesciata che valse l’1-1. Per la Lazio fu la mossa che ipotecò la promozione.
La volata finale
Restavano cinque giornate e la corsa si accese. Protagonista degli ultimi turni fu il Lecce, capace di battere in fila le tre inseguitrici Bari, Cremonese e proprio il Catanzaro. Bari e Cremonese uscirono dalla lotta alla 34ª e alla 35ª giornata; il Catanzaro no, e continuò a sperare fino all’ultima giornata.
Un solo punto
Il verdetto finale fu di quelli che restano: Bologna 51, Lecce 49, Lazio e Atalanta 47, Catanzaro 46, quinto ed a un solo punto dal traguardo. Eppure quella squadra è ricordata con orgoglio: neopromossa, senza stelle, capace di far sognare una regione intera, fino all’ultima giornata.
Abbiamo bisogno di sentire il profumo del passato per dare il giusto valore al presente.